Fermato un mercantile: «Non è sicuro»
di Dario Budroni
Il cargo Amira Joy, diretto a Port Said in Egitto, è stato bloccato nel molo Cocciani dagli ispettori della capitaneria di porto
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OLBIA. Sarebbe dovuta arrivare fino a Port Said, all’imbocco del canale di Suez. Invece niente da fare: per il momento non potrà andare oltre il faro di Isola Bocca. La nave cargo Amira Joy, battente bandiera panamense, ormeggiata nel molo Cocciani del porto industriale, è stata sottoposta a detenzione da parte degli ispettori del nucleo Port state control della capitaneria di porto di Olbia. Impossibile autorizzare il cargo a riprendere il largo. La nave da carico, infatti, non rispetta buona parte delle norme in materia di sicurezza della navigazione. L’equipaggio potrà rimettere in moto la Amira Joy solo quando dimostrerà di aver superato tutte le carenze appena contestate dalla capitaneria di porto.
Zero sicurezza. La nave, di 6.881 tonnellate di stazza lorda, proveniente da Sète, in Francia, era arrivata la mattina del 10 gennaio a Olbia per effettuare un carico di marmo. Giovedì 13 gli ispettori del nucleo Port state control, nell’ambito delle attività di controllo delle navi battenti bandiera estera nel porto olbiese, sono dunque saliti a bordo della Amira Joy, che sarebbe dovuta partire per la città egiziana di Port Said, e hanno così riscontrato una lunga serie irregolarità, molte delle quali hanno di conseguenza causato il fermo del cargo. Nello specifico, la guardia costiera ha riscontrato gravi carenze relative ai mezzi di salvataggio, agli impianti e ai sistemi di sicurezza antincendio e alle relative procedure di manutenzione, alla certificazione di sicurezza e, infine, ai documenti di bordo.
L’operazione. Tutte le irregolarità individuate dagli ispettori rendono la nave mercantile Amira Joy al di sotto degli standard minimi di sicurezza richiesti dalla normativa internazionale. Il cargo si trova dunque in stato di detenzione davanti alla banchina del porto industriale e qui resterà fino alla rettifica di tutte le carenze. Una attività di controllo, quella portata avanti dagli ispettori della capitaneria, che si svolge in aderenza a convenzioni, accordi internazionali e direttive comunitarie sulla salvaguardia della vita umana in mare e della tutela ambientale. Attività messe in campo, dunque, per far sì che i traffici marittimi siano effettuati nel pieno rispetto degli standard sviluppati in garanzia dell’ambiente marino, dei lavori marittimi e, in generale, della sicurezza della navigazione.
Zero sicurezza. La nave, di 6.881 tonnellate di stazza lorda, proveniente da Sète, in Francia, era arrivata la mattina del 10 gennaio a Olbia per effettuare un carico di marmo. Giovedì 13 gli ispettori del nucleo Port state control, nell’ambito delle attività di controllo delle navi battenti bandiera estera nel porto olbiese, sono dunque saliti a bordo della Amira Joy, che sarebbe dovuta partire per la città egiziana di Port Said, e hanno così riscontrato una lunga serie irregolarità, molte delle quali hanno di conseguenza causato il fermo del cargo. Nello specifico, la guardia costiera ha riscontrato gravi carenze relative ai mezzi di salvataggio, agli impianti e ai sistemi di sicurezza antincendio e alle relative procedure di manutenzione, alla certificazione di sicurezza e, infine, ai documenti di bordo.
L’operazione. Tutte le irregolarità individuate dagli ispettori rendono la nave mercantile Amira Joy al di sotto degli standard minimi di sicurezza richiesti dalla normativa internazionale. Il cargo si trova dunque in stato di detenzione davanti alla banchina del porto industriale e qui resterà fino alla rettifica di tutte le carenze. Una attività di controllo, quella portata avanti dagli ispettori della capitaneria, che si svolge in aderenza a convenzioni, accordi internazionali e direttive comunitarie sulla salvaguardia della vita umana in mare e della tutela ambientale. Attività messe in campo, dunque, per far sì che i traffici marittimi siano effettuati nel pieno rispetto degli standard sviluppati in garanzia dell’ambiente marino, dei lavori marittimi e, in generale, della sicurezza della navigazione.
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