«No alla guerra tra imprese del sughero»
CALANGIANUS
Calangianus, il sindaco Albieri difende l’emendamento pro bollitura: «Problema serio, il comparto deve agire unito»
2 MINUTI DI LETTURA
CALANGIANUS
Lui è d’accordo. Il coleottero va combattuto e il discusso emendamento inserito nella finanziaria nazionale, che punta alla bollitura del sughero in loco prima dell’esportazione, secondo Fabio Albieri va nella giusta direzione. Ma il sindaco di Calangianus, patria storica del comparto, non vuole la guerra tra gli operatori della filiera. «Questo provvedimento ha innanzitutto un merito: aver posto finalmente il problema – dice Albieri –. Stiamo parlando di un coleottero che rischia di compromettere il patrimonio forestale non solo dell’area di Calangianus e Tempio ma dell’intera regione. Sarebbe davvero la fine del comparto sugheriero. Ma non si devono mettere in contrapposizione le imprese del commercio con quelle della trasformazione, che non sono tre ma che sono quaranta. Sarebbe sbagliato. Il problema va affrontato a 360 gradi, come filiera».. Visione comune. L’intervento di Albieri arriva dopo l’assemblea che si è riunita sabato a Buddusò, durante la quale 70 operatori hanno aspramente criticato l’emendamento (diventato legge) proposto da due parlamentari del M5s e sostenuto da Confindustra Federlegno. Un’assemblea, conclusasi con la nascita di un comitato, alla quale hanno partecipato i consiglieri regionali del Psd’Az Giovanni Satta e Piero Maieli e i sindaci di Buddusò, Oschiri, Alà dei Sardi e Iglesias. «È chiaro che questo provvedimento – prosegue Albieri – verrà in qualche modo modificato e adattato alla situazione, per tenere conto delle esigenze di tutti ma anche per consentire all’università di fare le adeguate ricerche per combattere il coleottero, che rischia di compromettere la produzione sarda. Serve un minimo di visione comune. La consapevolezza che tutti dobbiamo avere è che il coleottero si sta diffondendo, non solo a Tempio e Calangianus ma ora anche a Oschiri e Berchidda».
No alla contrapposizione. Chi si oppone all’emendamento denuncia le difficoltà di numerosi operatori del settore, al momento privi di mezzi da impiegare per la bollitura. Il loro timore è quello di restare esclusi dal mercato, magari a vantaggio delle aziende più grandi. «So che ci sarà una fase transitoria – continua Albieri –. Ma intanto bisogna portare avanti la ricerca dell’università finanziata dal ministero. E se la bollitura sarà necessaria, bisognerà farla. Ma ripeto: finalmente, dopo anni di silenzio totale, si torna a parlare di sughero. I consiglieri regionali che vogliono farsi carico del problema dovrebbero sentire tutto il comparto, non solo chi commercia ma anche chi produce, per studiare insieme le misure a favore dell’intera filiera. L’errore è quello di considerare il settore in termini di contrapposizione. Siamo tutti sulla stessa barca, il problema è serio. E se ci si organizza, la bollitura del sughero potrebbe garantire anche la creazione di nuovi posti di lavoro». Intanto, oggi, il comitato nato a Buddusò sarà sentito dalla commissione regionale Agricoltura. (d.b.)
Lui è d’accordo. Il coleottero va combattuto e il discusso emendamento inserito nella finanziaria nazionale, che punta alla bollitura del sughero in loco prima dell’esportazione, secondo Fabio Albieri va nella giusta direzione. Ma il sindaco di Calangianus, patria storica del comparto, non vuole la guerra tra gli operatori della filiera. «Questo provvedimento ha innanzitutto un merito: aver posto finalmente il problema – dice Albieri –. Stiamo parlando di un coleottero che rischia di compromettere il patrimonio forestale non solo dell’area di Calangianus e Tempio ma dell’intera regione. Sarebbe davvero la fine del comparto sugheriero. Ma non si devono mettere in contrapposizione le imprese del commercio con quelle della trasformazione, che non sono tre ma che sono quaranta. Sarebbe sbagliato. Il problema va affrontato a 360 gradi, come filiera».. Visione comune. L’intervento di Albieri arriva dopo l’assemblea che si è riunita sabato a Buddusò, durante la quale 70 operatori hanno aspramente criticato l’emendamento (diventato legge) proposto da due parlamentari del M5s e sostenuto da Confindustra Federlegno. Un’assemblea, conclusasi con la nascita di un comitato, alla quale hanno partecipato i consiglieri regionali del Psd’Az Giovanni Satta e Piero Maieli e i sindaci di Buddusò, Oschiri, Alà dei Sardi e Iglesias. «È chiaro che questo provvedimento – prosegue Albieri – verrà in qualche modo modificato e adattato alla situazione, per tenere conto delle esigenze di tutti ma anche per consentire all’università di fare le adeguate ricerche per combattere il coleottero, che rischia di compromettere la produzione sarda. Serve un minimo di visione comune. La consapevolezza che tutti dobbiamo avere è che il coleottero si sta diffondendo, non solo a Tempio e Calangianus ma ora anche a Oschiri e Berchidda».
No alla contrapposizione. Chi si oppone all’emendamento denuncia le difficoltà di numerosi operatori del settore, al momento privi di mezzi da impiegare per la bollitura. Il loro timore è quello di restare esclusi dal mercato, magari a vantaggio delle aziende più grandi. «So che ci sarà una fase transitoria – continua Albieri –. Ma intanto bisogna portare avanti la ricerca dell’università finanziata dal ministero. E se la bollitura sarà necessaria, bisognerà farla. Ma ripeto: finalmente, dopo anni di silenzio totale, si torna a parlare di sughero. I consiglieri regionali che vogliono farsi carico del problema dovrebbero sentire tutto il comparto, non solo chi commercia ma anche chi produce, per studiare insieme le misure a favore dell’intera filiera. L’errore è quello di considerare il settore in termini di contrapposizione. Siamo tutti sulla stessa barca, il problema è serio. E se ci si organizza, la bollitura del sughero potrebbe garantire anche la creazione di nuovi posti di lavoro». Intanto, oggi, il comitato nato a Buddusò sarà sentito dalla commissione regionale Agricoltura. (d.b.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
