Stroke unit, primo intervento
Al Mater Olbia disostruito il vaso cerebrale di un paziente colpito da ictus per via endovascolare
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OLBIA. Stroke Unit, eseguito al Mater Olbia il primo intervento . Con la radiologia interventistica, a un uomo di 65 anni colpito da ictus è stato disostruito il vaso arterioso cerebrale per via endovascolare. Il paziente è già in via di miglioramento e se si è arrivati a questo risultato è stato grazie alla piena sinergia tra gli specialisti del Mater e quelli del Giovanni Paolo II. La rete, insomma, ha funzionato.
Il percorso. Il paziente è giunto al pronto soccorso del Giovanni Paolo II l’altro ieri mattina alle 8: presentava sintomi riconducibili all’ictus. Immediatamente i medici dell’urgenza si sono messi in contatto con i neurologi del Mater. «A quel punto - ha spiegato Pierluigi Rinaldi, primario della Radiologia del Mater - è scattata la rete. I colleghi del Giovanni Paolo II hanno sottoposto il paziente a una tac cerebrale e all’angio tac dei vasi cerebrali. E dopo una valutazione congiunta si è stabilito di trasferire da noi il paziente: è stato prima accolto dall’équipe dei neurologi guidata da Paolo Profice, poi con la collaborazione dei rianimatori è stato spostato in radiologia e qui, in poco più di un’ora, i radiologi interventisti Francesco Rosella e Davide Coppolino hanno disostruito il vaso cerebrale». In una patologia tempo-dipendente come l’ictus, non solo prima si interviene e maggiori sono le probabilità di successo ma nello stesso tempo la Stroke unit del Mater è operativa 24 ore su 24 ed è dunque sempre a disposizione del Giovanni Paolo II in caso di necessità. Proprio come è avvenuto l’altro ieri.
Contratti. Intanto la giunta regionale, con una delibera del 30 dicembre 2021 ha prorogato i contratti con “tutte le strutture private della Sardegna accreditate con il sistema sanitario regionale” perché continuino a offrire le prestazioni in convenzione. Rinnovo del contratto, dunque, anche per il Mater Olbia “per l’acquisto delle prestazioni di assistenza ospedaliera da parte dell’Azienda per la tutela della Salute”. Nel dettaglio, la Regione ha deciso di stabilire in 60 milioni per il 2022 e altrettanti per il 2023 “il tetto di spesa per il finanziamento delle funzioni, l’acquisto di prestazioni di assistenza ospedaliera, comprese quelle di assistenza specialistica ambulatoriale del Mater Olbia”. Nulla di nuovo, però. Solo conferme arrivate appunto con la proroga dei contratti. La stessa giunta regionale ha poi deliberato di “dare mandato all’Ats di remunerare al Mater Olbia le prestazioni di assistenza ospedaliera e di specialistica ambulatoriale effettivamente erogate, a decorrere dalla data di proroga del contratto e regolarmente fatturate”.
Nello stesso provvedimento, dopo aver ricordato che l’accordo tra Qatar Foundation e Regione Sardegna per far partire il Mater Olbia risale al 28 agosto 2014, si fa riferimento alla legge del 30 dicembre 2018 che ha autorizzato “al fine di dare certezza e attuare gli impegni in relazione agli investimenti stranieri concernenti l'ospedale e centro di ricerca medica applicata “Mater Olbia”, in via sperimentale la Regione Sardegna, per gli anni dal 2019 al 2021, a programmare l'acquisto di prestazioni sanitarie specialistiche ambulatoriali e ospedaliere da soggetti privati, con un incremento del 20%, rispetto al tetto di spesa per l'acquisto di tali prestazioni”. Successivamente la legge del 26 febbraio 2021, numero 21, di conversione del decreto legge del 31 dicembre 2020, numero 183, «ha prorogato al 31 dicembre 2023 l'autorizzazione a discostarsi dai parametri stabiliti per i tetti di spesa per consentire il finanziamento delle prestazioni rese dalla struttura ospedaliera». (s.p.)
Il percorso. Il paziente è giunto al pronto soccorso del Giovanni Paolo II l’altro ieri mattina alle 8: presentava sintomi riconducibili all’ictus. Immediatamente i medici dell’urgenza si sono messi in contatto con i neurologi del Mater. «A quel punto - ha spiegato Pierluigi Rinaldi, primario della Radiologia del Mater - è scattata la rete. I colleghi del Giovanni Paolo II hanno sottoposto il paziente a una tac cerebrale e all’angio tac dei vasi cerebrali. E dopo una valutazione congiunta si è stabilito di trasferire da noi il paziente: è stato prima accolto dall’équipe dei neurologi guidata da Paolo Profice, poi con la collaborazione dei rianimatori è stato spostato in radiologia e qui, in poco più di un’ora, i radiologi interventisti Francesco Rosella e Davide Coppolino hanno disostruito il vaso cerebrale». In una patologia tempo-dipendente come l’ictus, non solo prima si interviene e maggiori sono le probabilità di successo ma nello stesso tempo la Stroke unit del Mater è operativa 24 ore su 24 ed è dunque sempre a disposizione del Giovanni Paolo II in caso di necessità. Proprio come è avvenuto l’altro ieri.
Contratti. Intanto la giunta regionale, con una delibera del 30 dicembre 2021 ha prorogato i contratti con “tutte le strutture private della Sardegna accreditate con il sistema sanitario regionale” perché continuino a offrire le prestazioni in convenzione. Rinnovo del contratto, dunque, anche per il Mater Olbia “per l’acquisto delle prestazioni di assistenza ospedaliera da parte dell’Azienda per la tutela della Salute”. Nel dettaglio, la Regione ha deciso di stabilire in 60 milioni per il 2022 e altrettanti per il 2023 “il tetto di spesa per il finanziamento delle funzioni, l’acquisto di prestazioni di assistenza ospedaliera, comprese quelle di assistenza specialistica ambulatoriale del Mater Olbia”. Nulla di nuovo, però. Solo conferme arrivate appunto con la proroga dei contratti. La stessa giunta regionale ha poi deliberato di “dare mandato all’Ats di remunerare al Mater Olbia le prestazioni di assistenza ospedaliera e di specialistica ambulatoriale effettivamente erogate, a decorrere dalla data di proroga del contratto e regolarmente fatturate”.
Nello stesso provvedimento, dopo aver ricordato che l’accordo tra Qatar Foundation e Regione Sardegna per far partire il Mater Olbia risale al 28 agosto 2014, si fa riferimento alla legge del 30 dicembre 2018 che ha autorizzato “al fine di dare certezza e attuare gli impegni in relazione agli investimenti stranieri concernenti l'ospedale e centro di ricerca medica applicata “Mater Olbia”, in via sperimentale la Regione Sardegna, per gli anni dal 2019 al 2021, a programmare l'acquisto di prestazioni sanitarie specialistiche ambulatoriali e ospedaliere da soggetti privati, con un incremento del 20%, rispetto al tetto di spesa per l'acquisto di tali prestazioni”. Successivamente la legge del 26 febbraio 2021, numero 21, di conversione del decreto legge del 31 dicembre 2020, numero 183, «ha prorogato al 31 dicembre 2023 l'autorizzazione a discostarsi dai parametri stabiliti per i tetti di spesa per consentire il finanziamento delle prestazioni rese dalla struttura ospedaliera». (s.p.)
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