Caro insegne, si allarga la rivolta
L’opposizione: «Ora un consiglio comunale aperto». La Lega: «Cerchiamo una soluzione alternativa»
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OLBIA. Si allarga il fronte della protesta contro il caro-insegne. Nel calderone del “canone unico patrimoniale” ci sono, infatti, tutte le occupazioni del suolo pubblico, dalle aree di cantiere agli stalli dei mercatini e delle fiere, dalle edicole ai passi carrabili. Alzano la voce i consiglieri comunali d’opposizione (Olbia democratica, Liberi insieme e Gruppo misto), che ieri mattina hanno protocollato una richiesta di convocazione di una apposita seduta “aperta” del consiglio comunale, anche in streaming, per coinvolgere nel dibattito la cittadinanza, le associazioni di categoria e gli imprenditori.
«Da amministratori ben comprendiamo le esigenze di bilancio del Comune di Olbia, ma l’aumento delle tariffe in una misura così spropositata non è ammissibile in un momento così difficile per il paese e per la città, dove il tessuto sociale ed economico è fatto di piccole e medie imprese già vessate dai costi di produzione alle stelle per l’aumento delle tariffe energetiche – dicono i consiglieri d’opposizione –. Non ci sono solo le imprese, perché le tariffe toccano in maniera diretta e indiretta le tasche delle famiglie olbiesi con l’aumento dei passi carrabili in alcuni casi triplicati. Poi gli ambulanti con aumento degli stalli dei mercati e delle fiere, il suolo pubblico per le edicole, le aree di cantiere». «L’aumento poteva essere sicuramente applicato in maniera inferiore – aggiungono – mentre nel resto del Paese il Governo e le pubbliche amministrazioni tendono la mano a cittadini e imprese a Olbia si aumentano le tariffe in tutti i settori. Non sono giustificabili le motivazioni date dal sindaco, pervenute alla minoranza non in aula ma attraverso dichiarazioni alla stampa. È invece evidente come i consiglieri di maggioranza non fossero consapevoli della stangata, infatti molti consiglieri titolari di imprese si sono affrettati a smontare le insegne, atto insolito che evidenzia la difficoltà di sostenere costi simili. Il sindaco conosceva bene il bilancio del Comune ma si è ben guardato in campagna elettorale di riferire ai cittadini quale fosse il suo disegno per una città sfavillante sulle spalle degli olbiesi».
Dal fronte della maggioranza, sinora compatto, si smarca la Lega: «Le tariffe rischiano di essere veramente devastanti per commercianti e artigiani – dice Tamara Di Iorio, coordinatrice cittadina – siamo vicini alla protesta delle associazioni di categoria e delle imprese. Da parte nostra massimo impegno in consiglio e in giunta comunale, affinché l’adeguamento delle tariffe sia articolato in modo differente». Sul tema interviene anche il segretario regionale leghista, Dario Giagoni: «Non contesto la necessità espressa dal sindaco, gli equilibri finanziari di un Comune devono essere garantiti, ma ritengo ci possa essere una strada alternativa che può essere ricercata insieme e soprattutto un maggior dialogo con gli interessati. La Lega farà la sua parte nel difendere gli interessi degli imprenditori e nel mettersi a disposizione per valutare differenti strade percorribili». (m.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
«Da amministratori ben comprendiamo le esigenze di bilancio del Comune di Olbia, ma l’aumento delle tariffe in una misura così spropositata non è ammissibile in un momento così difficile per il paese e per la città, dove il tessuto sociale ed economico è fatto di piccole e medie imprese già vessate dai costi di produzione alle stelle per l’aumento delle tariffe energetiche – dicono i consiglieri d’opposizione –. Non ci sono solo le imprese, perché le tariffe toccano in maniera diretta e indiretta le tasche delle famiglie olbiesi con l’aumento dei passi carrabili in alcuni casi triplicati. Poi gli ambulanti con aumento degli stalli dei mercati e delle fiere, il suolo pubblico per le edicole, le aree di cantiere». «L’aumento poteva essere sicuramente applicato in maniera inferiore – aggiungono – mentre nel resto del Paese il Governo e le pubbliche amministrazioni tendono la mano a cittadini e imprese a Olbia si aumentano le tariffe in tutti i settori. Non sono giustificabili le motivazioni date dal sindaco, pervenute alla minoranza non in aula ma attraverso dichiarazioni alla stampa. È invece evidente come i consiglieri di maggioranza non fossero consapevoli della stangata, infatti molti consiglieri titolari di imprese si sono affrettati a smontare le insegne, atto insolito che evidenzia la difficoltà di sostenere costi simili. Il sindaco conosceva bene il bilancio del Comune ma si è ben guardato in campagna elettorale di riferire ai cittadini quale fosse il suo disegno per una città sfavillante sulle spalle degli olbiesi».
Dal fronte della maggioranza, sinora compatto, si smarca la Lega: «Le tariffe rischiano di essere veramente devastanti per commercianti e artigiani – dice Tamara Di Iorio, coordinatrice cittadina – siamo vicini alla protesta delle associazioni di categoria e delle imprese. Da parte nostra massimo impegno in consiglio e in giunta comunale, affinché l’adeguamento delle tariffe sia articolato in modo differente». Sul tema interviene anche il segretario regionale leghista, Dario Giagoni: «Non contesto la necessità espressa dal sindaco, gli equilibri finanziari di un Comune devono essere garantiti, ma ritengo ci possa essere una strada alternativa che può essere ricercata insieme e soprattutto un maggior dialogo con gli interessati. La Lega farà la sua parte nel difendere gli interessi degli imprenditori e nel mettersi a disposizione per valutare differenti strade percorribili». (m.b.)
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