La Nuova Sardegna

Olbia

Un corso di formazione al lavoro per 80 giovani

di Mario Girau
Un corso di formazione al lavoro per 80 giovani

Progetto della parrocchia di San Ponziano Papa. Don Fadda: «Sono il futuro, investiamo su di loro»

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OLBIA . “Isola ma non isolati” è il titolo di un progetto formativo messo a punto dalla parrocchia olbiese di San Ponziano Papa per dare una possibilità concreta di formazione e di lavoro a 80 tra bambini, ragazzi e giovani. Niente di rivoluzionario: alla missione pastorale, catechetica e liturgica la chiesa di via Monza ne aggiunge un’altra in favore della città e del suo territorio. Una “conversione” che ha un nome e un marchio: don Giovanni Bosco.

La parrocchia, da sei anni gestita dai salesiani, lavora sul territorio e ha interesse prevalente alla formazione e alla riduzione del disagio sociale giovanile, a intervenire sui giovani drop-out e dare un futuro agli under 25 galluresi. Il materiale umano non manca: il 23% della popolazione, circa 13mila persone, rientra in questa fascia d’età.

Mancano, invece, i soldi - 191.000 euro - che i salesiani chiedono ad alcune delle oltre 23mila imprese del nord-est dell’isola, soprattutto a quelle che devono mettersi un abito 4.0 per stare sul mercato.

Anche la Gallura contribuisce a quel mondo sardo dove una ragazza su quattro non studia, non lavora e non segue percorsi formativi e un giovane su cinque lascia la scuola prima del tempo.

«La situazione di abbandono scolastico e di disoccupazione è tra le peggiori d’Italia, ma c’è anche un potenziale economico-lavorativo. Nasce da qui – dice don Alessandro Fadda, da settembre parroco di San Ponziano, per una decina d’anni direttore dell’oratorio San Paolo di Cagliari, e dal 2015 al 2021 responsabile del Gerinidi Roma, tra le cittadelle formative più importanti d’Italia – la necessità di persone preparate per il mondo del lavoro, di insegnanti all’avanguardia nelle tecnologie, e di recupero dei ragazzi in difficoltà. Nello stesso tempo si vuole lavorare nel campo della prevenzione preparando la nuova generazione che rappresenterà il futuro. Preparare e prevenire le possibili esclusioni è investire su una società più inclusiva, significa cambiare le mentalità, assumere un ruolo da protagonisti».

Il progetto si articola su quattro assi. Il primo prevede laboratori di coding e computer creativo rivolto a 34 tra bambini e ragazzi; il secondo, propedeutico al proseguimento del progetto, è la formazione di 10 futuri tecnici-docenti in collaborazione con Amazon Web Services; il terzo una preparazione tecnologica, digitale e informatica di 12 settimane per un numero massimo di 16 ragazzi/e per la fascia d’età 18-25 anni in collaborazione con Amazon Web Services e il quarto si riferisce alla formazione di 30 ragazzi/e a rischio di dispersione per la fascia dai 14 ai 16 anni.

D’alto livello la squadra dei partner e collaboratori: Irpir (Istituto di ricerca sui processi intrapsichici e relazionali, sede Sardegna), associazione Tenda giovani; Anteas Gallura Ets associazione di volontariato per la creazione dei laboratori per bambini di coding e computer creativo; Amazon Web Services progetto Re per la formazione dei formatori e quindi “addestrare” i ragazzi per la durata di 12 settimane con formazione tecnica orientata alla pratica lavorativa con acquisizione di competenze specifiche nel settore Ict.

Lettere di sostegno al progetto sono arrivate da Caritas Italiana, vescovo di Tempio-Ampurias, Comune di Olbia servizi sociali e dal sindacato Cisl.

«Il nostro lavoro in stile salesiano – dice don Fadda - sta prendendo consistenza attraverso una rete educativa tessuta tra le realtà ecclesiali, scolastiche e sociali. Crediamo che quest’opera possa contribuire a costruire uno di quei “ponti” capaci di unire adulti e giovani e coinvolge l’intera diocesi e in particolare la città di Olbia. Il nuovo complesso parrocchiale di via Monza rappresenta anche un patrimonio socio-culturale di cui il quartiere Poltu Cuadu e l’intera città beneficiano in termini di qualificazione urbana e umana».

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