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Olbia

Addio commosso a don Salvatore Vico

Addio commosso a don Salvatore Vico

Scout e mondo cattolico ai funerali del prete emissario nel sequestro De Andrè

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TEMPIO. Avrebbe compiuto 90 anni proprio nel giorno del suo funerale. Una coincidenza che don Salvatore Vico avrebbe potuto trovare singolare e impensabile, se solo qualcuno in vita gliela avesse mai prospettata.

Perché ci si ricordi a lungo di lui non sarà, tuttavia, necessario ricordare le bizzarre combinazioni del destino. «Quella di don Salvatore – ha fatto presente il vescovo della diocesi, monsignor Sanguinetti, durante la messa funebre – è un’opera che va oltre la persona, la testimonianza del ruolo di un sacerdote nel ministero che svolge. Don Vico è stato un sacerdote che ha camminato incontro a Cristo, facendo di Cristo il cuore del mondo».

Le parole del vescovo, che ha presieduto la celebrazione delle esequie di don Vico, sono state seguite con rapita e intensa attenzione da chi ha potuto partecipare al funerale. Le restrizioni anti-covid hanno, infatti, impedito a molti di essere presenti. Ma non era assente quello spicchio di mondo al quale il sacerdote maddalenino ha dato tanto: a partire dall’Agesci, lo scoutismo tempiese, di cui è stato per tanti anni braccio e ispirazione. L’affetto che lega Tempio e la Gallura al sacerdote scomparso è stato testimoniato anche dalla presenza di delegazioni delle tante facce del mondo cattolico cittadino: le suore vichiane, che sono state le custodi della sua vecchiaia, il clero diocesano, le autorità civili, il sindaco Giannetto Addis, associazioni come la Caritas, le catechiste e le ultime generazioni di scout. Ordinato sacerdote da monsignor Carlo Re nel 1955, nipote di padre Vico, fondatore della Congregazione missionaria delle Figlie di Gesù Crocifisso, don Salvatore è stato viceparroco della Cattedrale e parroco del Sacro Cuore. Durante il funerale, la commozione era ben visibile tra i presenti. Non riesce, infatti, sempre a tutti di entrare nel cuore delle persone così profondamente come ha fatto don Vico, sacerdote capace di una dolcezza senza limiti che quasi strideva con la voce stentorea e un po’ baritonale che lo rendeva inconfondibile. La notizia della sua morte, una volta appresa, ha fatto luccicare gli occhi delle tante persone che, per una ragione o per l’altra, hanno avuto la fortuna di conoscerlo. Chi nei tanti campi scuola dei suoi amati scout, chi nelle aule di una parrocchia per seguirne le lezioni di catechismo e chi in un oratorio. Don Salvatore sarà ricordato però anche per tante altre opere compiute nel segno di una discrezione rigorosa. Proprio come lo stile della sua tanto amata personalità. (g.pu.)

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