«L’Authority? Vede solo Cagliari»
Il consigliere regionale Angelo Cocciu accusa: addio crociere, lavori in ritardo e progetti nel cassetto
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OLBIA. Volano gli stracci sulle banchine malridotte dell’Isola Bianca e le accuse di cagliaricentrismo lanciate dal sindaco Settimo Nizzi all’indirizzo del presidente dell’Autorità portuale, Massimo Deiana, non sono una voce isolata. Anzi, a Olbia si affilano le armi. All’attacco Angelo Cocciu, capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale, un nizziano di ferro che a Olbia conta per quanti voti prende, cioè tanti. «Non si può tacere di fronte alle parole di Deiana – dice Cocciu – l’Authority del nord Sardegna a Olbia è una legittima rivendicazione, suffragata da fatti e numeri. Dalla ripartizione dei fondi alle crociere, l’ente con testa e occhi solo per Cagliari non può continuare ad affondare Olbia, come sta facendo oggi sistematicamente».
Angelo Cocciu sottolinea almeno quattro punti. Il primo è il no, fermo e deciso, di Olbia all’Authority unica. «Perché i soldi che produce il porto devono essere investiti a Olbia – dice – invece l’Isola Bianca è in condizioni pietose e nessuno provvede alle manutenzioni delle banchine e dei piazzali. Della teoria del “sistema portuale” di cui parla il presidente Deiana beneficia soltanto Cagliari e questo è ingiusto. Faccio esempi semplici: pensate alla ruota panoramica e a cosa ci hanno fatto passare per autorizzarla. Ci fanno impazzire anche solo per una bancarella in area demaniale».
Il secondo punto critico riguarda i lavoratori. «Non è semplicemente una questione di Sinergest, che non c’è più – spiega Cocciu – piuttosto, è grave il fatto che i lavoratori che prima avevano un contratto da portuali adesso ne hanno uno diverso, da portierato. Significa tanti soldi in meno e famiglie olbiesi che vanno avanti a stento. Questo è inaccettabile».
Il terzo punto evidenziato dal consigliere regionale olbiese riguarda i progetti nel cassetto. «Quello sul porto turistico per maxi yacht al Molo Brin, prima di tutto – dice Cocciu – la società titolare del progetto ha vinto il ricorso al Tar, ma a Cagliari ancora non si muove nulla. Si dovrebbe lavorare in sinergia, invece così si danneggiano i porti. Pensate che noi nel nuovo lungomare non possiamo fare banchinamenti e piccoli approdi per le attività nautiche, come ad esempio è stato fatto nella piccola Marina di Tilibbas, nel vecchio Porto Romano. Ma quella era una iniziativa dell’Autorità portuale di Olbia e non di Cagliari. Pensateci, non è un dettaglio».
Infine il dato politico. «Dispiace che nessun altro consigliere regionale sia intervenuto su una questione così grave – sottolinea Angelo Cocciu – eppure tutti dovrebbe avere a cuore le sorti della città e del territorio, senza bandiere di partito. Invece, la realtà è che quando è stata cancellata l’Autorità portuale di Olbia, l’amministrazione comunale allora guidata dal sindaco Giovannelli è rimasta in silenzio e a nessuno ancora oggi sembra interessare il problema, che pure è vitale per lo sviluppo di Olbia. La città ha subito uno scippo e tutti sono rimasti in silenzio. In questo senso, unica e isolata voce, è condivisibile l’iniziativa del deputato olbiese Nardo Marino firmatario di un ordine del giorno che impegna la Camera sull’esigenza di istituire due Autorità portuali in Sardegna, una al sud e una al nord dell’isola. Esattamente come era prima. Marino non è del mio partito, ma la sua è stata una buona e utile iniziativa. Per questo la condivido e la sostengo».(m.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Angelo Cocciu sottolinea almeno quattro punti. Il primo è il no, fermo e deciso, di Olbia all’Authority unica. «Perché i soldi che produce il porto devono essere investiti a Olbia – dice – invece l’Isola Bianca è in condizioni pietose e nessuno provvede alle manutenzioni delle banchine e dei piazzali. Della teoria del “sistema portuale” di cui parla il presidente Deiana beneficia soltanto Cagliari e questo è ingiusto. Faccio esempi semplici: pensate alla ruota panoramica e a cosa ci hanno fatto passare per autorizzarla. Ci fanno impazzire anche solo per una bancarella in area demaniale».
Il secondo punto critico riguarda i lavoratori. «Non è semplicemente una questione di Sinergest, che non c’è più – spiega Cocciu – piuttosto, è grave il fatto che i lavoratori che prima avevano un contratto da portuali adesso ne hanno uno diverso, da portierato. Significa tanti soldi in meno e famiglie olbiesi che vanno avanti a stento. Questo è inaccettabile».
Il terzo punto evidenziato dal consigliere regionale olbiese riguarda i progetti nel cassetto. «Quello sul porto turistico per maxi yacht al Molo Brin, prima di tutto – dice Cocciu – la società titolare del progetto ha vinto il ricorso al Tar, ma a Cagliari ancora non si muove nulla. Si dovrebbe lavorare in sinergia, invece così si danneggiano i porti. Pensate che noi nel nuovo lungomare non possiamo fare banchinamenti e piccoli approdi per le attività nautiche, come ad esempio è stato fatto nella piccola Marina di Tilibbas, nel vecchio Porto Romano. Ma quella era una iniziativa dell’Autorità portuale di Olbia e non di Cagliari. Pensateci, non è un dettaglio».
Infine il dato politico. «Dispiace che nessun altro consigliere regionale sia intervenuto su una questione così grave – sottolinea Angelo Cocciu – eppure tutti dovrebbe avere a cuore le sorti della città e del territorio, senza bandiere di partito. Invece, la realtà è che quando è stata cancellata l’Autorità portuale di Olbia, l’amministrazione comunale allora guidata dal sindaco Giovannelli è rimasta in silenzio e a nessuno ancora oggi sembra interessare il problema, che pure è vitale per lo sviluppo di Olbia. La città ha subito uno scippo e tutti sono rimasti in silenzio. In questo senso, unica e isolata voce, è condivisibile l’iniziativa del deputato olbiese Nardo Marino firmatario di un ordine del giorno che impegna la Camera sull’esigenza di istituire due Autorità portuali in Sardegna, una al sud e una al nord dell’isola. Esattamente come era prima. Marino non è del mio partito, ma la sua è stata una buona e utile iniziativa. Per questo la condivido e la sostengo».(m.b.)
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