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Olbia

«Operaio giù dal ponteggio adesso rischia la paralisi»

«Operaio giù dal ponteggio adesso rischia la paralisi»

Denuncia della Fillea Cgil: «Sicurezza sul lavoro, più controlli e sanzioni» «L’incidente è accaduto il 13 gennaio ma la notizia è emersa solo adesso»

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OLBIA. «Sicurezza sul lavoro. Ora basta. Servono più controlli, bisogna introdurre la patente a punti per le aziende e, soprattutto, si devono applicare le sanzioni. Occorre una svolta vera, insomma, perché i lavoratori - soprattutto quelli del settore edile - hanno bisogno di garanzie e, appunto, di sicurezza assoluta».

A parlare è Hassan Ben Bouzid, coordinatore territoriale della Fillea Cgil Gallura. Interviene a due settimane da un gravissimo infortunio sul lavoro avvenuto il 13 gennaio scorso nella zona industriale ma emerso solo in questi giorni. «Un operaio di 47 anni è caduto da un’altezza di quattro metri – racconta il sindacalista – mentre smontava un ponteggio in un capannone della zona industriale. Rimasto in ospedale sino al 20 gennaio, rischia di rimanere paralizzato. A lui e alla sua famiglia va tutta la nostra vicinanza».

Ben Bouzid fa sapere che l’operaio «stava lavorando per una ditta che svolgeva quell’intervento in subappalto e, secondo le prime indagini dei carabinieri e dello Spresal, non era assicurato. Purtroppo questo ennesimo episodio racconta ancora in modo drammatico quanto si debba fare nella fase di prevenzione degli infortuni e quanto si debba ancora investire per evitarli. Perché non è possibile che un lavoratore esca di casa al mattino senza farvi più ritorno, o che rischi – come in questo caso - di ritornarvi paralizzato. Eppure sono i lavoratori, specie nel settore edile, ad essere i soggetti più esposti a incidenti gravi e troppo spesso anche mortali. È necessario perciò riportare la sicurezza al centro di tutto, renderla per davvero uno strumento inscindibile dalla qualità del lavoro. Questo valeva prima e vale di più in questo periodo di pandemia e crisi economica. La sicurezza è una risorsa e non un lusso. Finché verrà considerata un costo, continueranno a presentarsi situazioni di pericolo, come è successo il 13 gennaio 2022, o a esserci la morte di lavoratori che stavano semplicemente facendo quello che serve loro per vivere: lavorare».

«Il problema – aggiunge Luisa Di Lorenzo, segretaria generale della Cgil Gallura – è che il dramma degli infortuni sul lavoro si affronta a intermittenza, ossia solo quando ci troviamo di fronte a incidenti mortali. E non può più essere così. E’ necessario attivarsi per trovare soluzioni strutturali: assumere personale adeguato come ispettori e medici del lavoro, (allo stato attuale sottodimensionato rispetto alle reali esigenze) fare un grande investimento sulla formazione, sulla prevenzione e sulla ricerca per far crescere la cultura della salute e della sicurezza a partire dalle scuole e dalle università, valorizzare e sostenere con risorse pubbliche solo le aziende che investono sulla sicurezza e inasprire le sanzione per quelle che violano leggi e contratti e alle quali non dovrebbe essere destinato un centesimo di denaro pubblico». (s.p.)



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