Il libro eredità dell’ultimo “cantadori” gallurese
Lorenzo Mariano: «Sui palchi dell’isola da quando avevo vent’anni, spero di ispirare i giovani»
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OLBIA. Un volume per riassumere un’intera vita in poesia e per lasciare qualcosa ai posteri: è quello che ha pensato Lorenzo Mariano, nome di punta della tradizione poetica gallurese del secolo scorso nonché «l’ultimo poeta di palcu vivente». Importante “cantadori” ora non più in attività e che ha raccolto le sue poesie, quelle cantate e quelle scritte, per donarle agli archivi e alle biblioteche di tutti i comuni della Gallura e non solo.
Poesia improvvisata. Ottantasei anni, alto rappresentante della cultura degli stazzi, Mariano nacque proprio in uno stazzo nel comune di Monti, denominato “Lu Spadulagliu”, anche se ormai stabilito a Olbia. Esordì giovanissimo, a meno di vent’anni cominciò a girare i palchi di tutta l’isola nel segno dei versi improvvisati, diventando il maggiore rappresentante e poi unico della poesia gallurese cantata. Il libro, “Tutte le poesie di Lorenzo Mariano” (Taphros), comprende infatti la trascrizione di versi declamati e i componimenti “a tavolino” degli ultimi anni. Per questo figurano canzoni, mode, “bringhisi”, sonetti e altri modelli poetici. La pubblicazione nelle intenzioni non si limita a raccogliere centinaia di testi poetici (Chistu volumi è la conclusioni / D’un opara cuminciata in ciuintùra / Una poetica produzioni /Cun diecimilia versi a bon misùra) ma si propone anche come vademecum per i poeti di domani, continuando a coltivare la speranza che ce ne possano essere. Al suo interno riporta interventi dei principali studiosi di cultura gallurese e nozioni di grammatica e fonetica. A sue spese, il poeta ha stampato tante copie che sono state già distribuite alle amministrazioni della Gallura e della Nurra.
Eredità. «Quando ho cominciato? A 17 anni – ricorda Lorenzo Mariano – e nel ’56 partecipai alla prima gara di poesia, a Sant’Antonio di Gallura, che allora era ancora Sant’Antonio di Calangianus». Per più di trent’anni è stato improvvisatore sui palchi di Sardegna, «non eravamo tanti, io mi adattai anche a cantare con i logudoresi. Nell’89 ho smesso con l’ultima gara, neanche a farlo a posta, a Sant’Antonio, Si è chiuso il cerchio. Così, ritirato e in pensione, negli anni ’90 fino al 2021 mi sono dedicato alle poesie scritte e alle corrispondenze con altri poeti».
Questo volume è una summa dei suoi precedenti quattro libri. In mezzo, scatti in bianco e nero di un recente passato sotto i riflettori. Alcuni dei grandi poeti improvvisatori, convegni tra appassionati, stazzi e scorci. «Ringrazio la Consulta intercomunale Gallura per il patrocinio, al quale tengo particolarmente, ricordo con grande affetto il mio pubblico, e gli esperti che nelle precedenti pubblicazioni e in quest'ultima hanno curato bozze e presentazioni – conclude Mariano – Ho donato due copie a ogni comune, una per l’ufficio del sindaco e una per le biblioteche. Ora questo libro credo valga poco: quel che viene descritto si conosce. Ma penso a chi tra vent’anni o trenta potrà vedere il volume e magari farsi prendere dalla curiosità di leggere e cominciare a scrivere». (p.a.)
Poesia improvvisata. Ottantasei anni, alto rappresentante della cultura degli stazzi, Mariano nacque proprio in uno stazzo nel comune di Monti, denominato “Lu Spadulagliu”, anche se ormai stabilito a Olbia. Esordì giovanissimo, a meno di vent’anni cominciò a girare i palchi di tutta l’isola nel segno dei versi improvvisati, diventando il maggiore rappresentante e poi unico della poesia gallurese cantata. Il libro, “Tutte le poesie di Lorenzo Mariano” (Taphros), comprende infatti la trascrizione di versi declamati e i componimenti “a tavolino” degli ultimi anni. Per questo figurano canzoni, mode, “bringhisi”, sonetti e altri modelli poetici. La pubblicazione nelle intenzioni non si limita a raccogliere centinaia di testi poetici (Chistu volumi è la conclusioni / D’un opara cuminciata in ciuintùra / Una poetica produzioni /Cun diecimilia versi a bon misùra) ma si propone anche come vademecum per i poeti di domani, continuando a coltivare la speranza che ce ne possano essere. Al suo interno riporta interventi dei principali studiosi di cultura gallurese e nozioni di grammatica e fonetica. A sue spese, il poeta ha stampato tante copie che sono state già distribuite alle amministrazioni della Gallura e della Nurra.
Eredità. «Quando ho cominciato? A 17 anni – ricorda Lorenzo Mariano – e nel ’56 partecipai alla prima gara di poesia, a Sant’Antonio di Gallura, che allora era ancora Sant’Antonio di Calangianus». Per più di trent’anni è stato improvvisatore sui palchi di Sardegna, «non eravamo tanti, io mi adattai anche a cantare con i logudoresi. Nell’89 ho smesso con l’ultima gara, neanche a farlo a posta, a Sant’Antonio, Si è chiuso il cerchio. Così, ritirato e in pensione, negli anni ’90 fino al 2021 mi sono dedicato alle poesie scritte e alle corrispondenze con altri poeti».
Questo volume è una summa dei suoi precedenti quattro libri. In mezzo, scatti in bianco e nero di un recente passato sotto i riflettori. Alcuni dei grandi poeti improvvisatori, convegni tra appassionati, stazzi e scorci. «Ringrazio la Consulta intercomunale Gallura per il patrocinio, al quale tengo particolarmente, ricordo con grande affetto il mio pubblico, e gli esperti che nelle precedenti pubblicazioni e in quest'ultima hanno curato bozze e presentazioni – conclude Mariano – Ho donato due copie a ogni comune, una per l’ufficio del sindaco e una per le biblioteche. Ora questo libro credo valga poco: quel che viene descritto si conosce. Ma penso a chi tra vent’anni o trenta potrà vedere il volume e magari farsi prendere dalla curiosità di leggere e cominciare a scrivere». (p.a.)
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