La Nuova Sardegna

Olbia

La vertenza infinita degli ex autisti Asl «Non dimenticateci»

di Paolo Ardovino
La vertenza infinita degli ex autisti Asl «Non dimenticateci»

Va avanti in tribunale la battaglia dei lavoratori licenziati C’è un nuovo slittamento dell’udienza al gennaio del 2023

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OLBIA. In tribunale la battaglia per la stabilizzazione degli ex autisti di ambulanze della Asl di Olbia, è giunta al terzo atto, e non sarà l’ultimo. La loro è una vertenza che va avanti da alcuni anni, da quando cioè si sono visti licenziati mentre pensavano di ricevere una proposta di contratto di lavoro indeterminato. Una vertenza che si era prolungata fino alle porte della pandemia: dopo le prime udienze, l’appuntamento decisivo davanti al tribunale civile di Tempio era fissato in calendario al febbraio 2021. Poi un lungo stop di un anno dovuto alle restrizioni sanitarie e una nuova data: gennaio 2022. Ora un nuovo rinvio, l’ennesimo. E lanciano un appello: «Non vogliamo finire nel dimenticatoio»

Oggi gli autisti si fanno sentire ancora: «Apprendiamo di un nuovo slittamento dell’udienza al gennaio 2023, addirittura un anno, ma speriamo la nostra storia non venga dimenticata». La vicenda comincia allo scoccare della mezzanotte tra dicembre 2018 e gennaio 2019 quando scade l’ultima proroga dei contratti a tempo determinato per un gruppo di autisti di ambulanze. A quel punto, si aspettavano tutti la stabilizzazione, è arrivato il «fuori di qui». In ultima battuta sono rimasti in quattro tra gli ex dipendenti a portare avanti la battaglia con l’Ats. Più volte avrebbero dimostrato di avere i requisisti per un posto a tempo indeterminato; a partire dai 36 mesi continuativi di lavoro, dato che tra di loro c’è chi attestava più di dieci anni di esperienza nell’azienda. Cavilli burocratici. Nel frattempo, qualcuno di loro, tra gli ex autisti, ha trovato occupazione stabile ma tramite concorso regionale, «non certo grazie alla causa in tribunale, per cui stiamo ancora aspettando un esito. Inoltre, chi è entrato nell’azienda sanitaria dopo di noi, per ricoprire la nostra mansione, lo ha fatto con un punteggio inferiore e meno titoli, e partendo subito con contratti di 12 mesi, cosa che noi non abbiamo mai visto. È disparità di trattamento».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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