La Maddalena turista ferita in barca, il reato è prescritto
LA MADDALENA. Era stata colpita violentemente alla testa dal pesante anello di ormeggio in acciaio che si era divelto dalla banchina Zavagli dell’isola di Spargi. Cecile Garcia, turista francese, era...
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LA MADDALENA. Era stata colpita violentemente alla testa dal pesante anello di ormeggio in acciaio che si era divelto dalla banchina Zavagli dell’isola di Spargi. Cecile Garcia, turista francese, era finita in rianimazione per le profonde lesioni riportate. A processo erano finiti in cinque ma nell’udienza di ieri il reato è stato dichiarato prescritto dal giudice Marcella Pinna .
L’incidente era accaduto nel 2012.
Cecile Garcia era a bordo dell’imbarcazione Uragano che faceva un’escursione nell’arcipelago della Maddalena. Durante la tappa a Spargi, l’anello di ormeggio in acciaio ancorato alla banchina si era divelto, colpendola violentemente.
Imputati con l’accusa di lesioni personali colpose, Giovanni Pileri, Diego Enzo Franchi, Mario Marcello Porcu, Filippo Addis, tecnici e progettisti della banchina, e Antonio Bitti, comandante della motobarca. Al comandante veniva contestato il fatto di aver avviato i motori senza essersi assicurato che il suo equipaggio avesse sciolto le cime legate all’anello di ormeggio.
La turista si era costituita parte civile, citando il Comune come responsabile civile.
Gli imputati erano difesi dagli avvocati Luca Montella, Mario Perticarà, Luigi Esposito, Angelo Merlini e Renata Pinna. (t.s.)
L’incidente era accaduto nel 2012.
Cecile Garcia era a bordo dell’imbarcazione Uragano che faceva un’escursione nell’arcipelago della Maddalena. Durante la tappa a Spargi, l’anello di ormeggio in acciaio ancorato alla banchina si era divelto, colpendola violentemente.
Imputati con l’accusa di lesioni personali colpose, Giovanni Pileri, Diego Enzo Franchi, Mario Marcello Porcu, Filippo Addis, tecnici e progettisti della banchina, e Antonio Bitti, comandante della motobarca. Al comandante veniva contestato il fatto di aver avviato i motori senza essersi assicurato che il suo equipaggio avesse sciolto le cime legate all’anello di ormeggio.
La turista si era costituita parte civile, citando il Comune come responsabile civile.
Gli imputati erano difesi dagli avvocati Luca Montella, Mario Perticarà, Luigi Esposito, Angelo Merlini e Renata Pinna. (t.s.)
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