«Siamo precipitati dalla scala mobile»
In aula il racconto della figlia del pensionato morto dopo la caduta in ospedale
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OLBIA. «Io e mia madre avevamo accompagnato mio padre a fare una visita medica al primo piano del Giovanni Paolo II, quando abbiamo finito abbiamo preso la scala mobile per ritornare al piano terra. Mio padre era davanti a me, la scala mobile si è avviata col suo passaggio. Ma pochi secondi dopo c’è stato uno scatto improvviso, un’accelerazione forte. E siamo precipitati al piano terra. Mio padre urlava, stava malissimo...». Era il 10 luglio 2013. Quattro giorni dopo quel tragico volo, Nicola Desini, 90 anni, era morto. A ricostruire quegli attimi terribili, ieri, è stata la figlia, anche lei precipitata dalla scala mobile insieme al padre, mentre la madre era riuscita a evitare la caduta. In aula anche un altro testimone, entrato in ospedale quando l’incidente era appena avvenuto e il pensionato olbiese e sua figlia erano ancora a terra.
Per la morte di Nicola Desini sono sotto processo nove persone. Devono rispondere di lesioni personali colpose e omicidio colposo, l’ex direttore generale della Asl di Olbia Giovanni Antonio Fadda, Paolo Tauro in qualità di responsabile del servizio tecnico dell'azienda sanitaria e l’assistente tecnico dell’ex Asl Michela Mulas. A giudizio anche i rappresentanti, a vario titolo, della società Kone Industrial che aveva fabbricato, fornito e installato nel padiglione A del Giovanni Paolo II la scala mobile incriminata: Cesare Chessa e Bruno Pischedda, dirigente e responsabile vendite per il nord Sardegna dell’azienda, il tecnico della stessa industria multinazionale Fabio Moro Merella, il direttore tecnico della società Kone Eugenio Cavagnoli (firmatario della dichiarazione di conformità dell’impianto), e i tecnici della spa Umberto Maselli e Giovanni Maria Dessupoiu. L’incidente, stando alla perizia della Procura, venne provocato dal funzionamento non corretto del dispositivo “stop and go”, che mise in funzione con uno scatto improvviso il motore della scala mobile, facendo perdere l’equilibrio e, quindi, cadere Nicola Desini. L’accusa contesta diverse difformità. La famiglia della vittima, assistita dall’avvocato Nicola Di Benedetto, ha avviato una causa civile contro la ex Asl olbiese.
Per la morte di Nicola Desini sono sotto processo nove persone. Devono rispondere di lesioni personali colpose e omicidio colposo, l’ex direttore generale della Asl di Olbia Giovanni Antonio Fadda, Paolo Tauro in qualità di responsabile del servizio tecnico dell'azienda sanitaria e l’assistente tecnico dell’ex Asl Michela Mulas. A giudizio anche i rappresentanti, a vario titolo, della società Kone Industrial che aveva fabbricato, fornito e installato nel padiglione A del Giovanni Paolo II la scala mobile incriminata: Cesare Chessa e Bruno Pischedda, dirigente e responsabile vendite per il nord Sardegna dell’azienda, il tecnico della stessa industria multinazionale Fabio Moro Merella, il direttore tecnico della società Kone Eugenio Cavagnoli (firmatario della dichiarazione di conformità dell’impianto), e i tecnici della spa Umberto Maselli e Giovanni Maria Dessupoiu. L’incidente, stando alla perizia della Procura, venne provocato dal funzionamento non corretto del dispositivo “stop and go”, che mise in funzione con uno scatto improvviso il motore della scala mobile, facendo perdere l’equilibrio e, quindi, cadere Nicola Desini. L’accusa contesta diverse difformità. La famiglia della vittima, assistita dall’avvocato Nicola Di Benedetto, ha avviato una causa civile contro la ex Asl olbiese.
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