La Nuova Sardegna

Olbia

Asta per villa Ragnedda «Mai stato condizionato»

di Tiziana Simula
Asta per villa Ragnedda «Mai stato condizionato»

L’avvocato Oggiano nega di aver avuto pressioni per turbare l’esito della vendita «Ho deciso in autonomia nell’interesse del mio cliente». Nuova udienza ad aprile

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ARZACHENA. «Nessuno mi ha condizionato e convinto a cambiare atteggiamento, ho deciso in piena autonomia». Doveva essere uno dei testimoni più importanti dell’accusa, con le sue dichiarazioni ha invece smentito quanto contenuto nel capo d’imputazione. L’avvocato Stefano Oggiano, del foro di Tempio, è stato sentito ieri nel processo che si sta celebrando nel tribunale di Roma sulla presunta turbativa d’asta nella vendita della villa di Baia Sardinia appartenuta all’imprenditore Sebastiano Ragnedda. Imputati davanti al collegio della seconda sezione penale, presieduto dal giudice Sabrina Lorenzo, il giudice del tribunale di Tempio, Alessandro Di Giacomo, il perito che valutò la villa, Ermanno Giua (accusato anche di falsa perizia), e gli avvocati Giuliano Frau e Tomasina Amadori, tutti coinvolti, secondo le accuse della procura di Roma, nella presunta asta pilotata. Imputata con l’accusa di rivelazione di segreti d’ufficio, anche l’ex gip del tribunale di Tempio Elisabetta Carta. Secondo quanto contenuto nel capo d’imputazione, Stefano Oggiano, legale del creditore intervenuto Rasenti spa sarebbe stato avvicinato da Tomasina Amadori per turbare l’esito dell’asta. Lo avrebbe convinto a non opporsi e ad aderire alla vendita della villa al minor prezzo. Il testimone ha smentito in maniera netta la circostanza. Ha riferito che nessuno gli ha chiesto di cambiare posizione, che la sua scelta era conforme a quella degli altri creditori intervenuti, che aveva solo un interesse minimo in quella procedura (a fronte di un debito di circa un milione di euro della Rebus nei confronti della Morgan Stanley, la banca procedente, il suo cliente aveva un credito di 700 euro). E di aver preso la decisione in assoluta autonomia e nell’interesse del suo cliente. Facendo notare, infine, che se anche avesse avuto una posizione diversa, l’asta si sarebbe tenuta per una precisa disposizione del codice di procedura civile. Dichiarazioni a favore degli imputati, quindi, ritenute pertanto di grande importanza dai difensori. Smentito anche il fatto che l’avvocato Amadori fosse in aula quel giorno senza averne titolo: è emerso che aveva cinque procedure esecutive col giudice Di Giacomo. Ieri è stato sentito anche un tenente della guardia di finanza che aveva partecipato alla fase relativa all’acquisizione dell’esposto da parte di Patricia Alejandra Gomez, vedova di Ragnedda e parte civile nel processo. Nella prossima udienza (4 aprile) dovrà comparire, tra gli altri, l’avvocato Marina Pirina, teste fondamentale per la difesa in quanto la Gomez quando fu sentita in tribunale disse che non era presente in aula il giorno in cui avvenne l’aggiudicazione della villa, e di aver presentato l’esposto sulla base di ciò che le era stato riferito dal suo avvocato, la Pirina, appunto. Saranno sentiti anche i tecnici, dell’accusa e della difesa, che hanno fatto la perizia sull’immobile. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Gian Domenico Caiazza, Cesare Piraino, Antonello Desini, Fabio Varone, Antonello Fadda, Gianfranco Iadecola, Giovanni Azzena e Filippo Dinacci.

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