Auto a fuoco, indagini nell’ambiente della droga
Una raffica di incendi: cinque auto bruciate in meno di una settimana, tre sono sicuramente dolosi
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OLBIA. Cinque auto bruciate in meno di una settimana. Il bilancio è pesante. E pure la preoccupazione. Perché dietro alle fiamme che hanno avvolto e distrutto le macchine – in tre casi su cinque – c’è l’azione volontaria di un incendiario. Una ritorsione, un regolamento di conti. Un atto intimidatorio. I carabinieri del reparto territoriale di Olbia, guidati dal tenente colonnello Davide Crapa, indagano negli ambienti dello spaccio di droga. Nulla trapela sull’attività investigativa, ma il sospetto è che sia in atto una sorta di guerra tra spacciatori. Le indagini per risalire all’autore o agli autori dei raid incendiari sono in corso. Di sicuro un fatto simile, con una raffica di incendi dolosi nel giro di cinque giorni, non si era mai verificato in città. A farne le spese, inevitabilmente, oltre al bersaglio degli incendiari, anche le auto parcheggiate accanto a quelle prese di mira.
La cronaca delle notti di fuoco registra l’ultimo incendio doloso in via Londra. Qui i vigili del fuoco sono intervenuti giovedì notte per spegnere le fiamme che avevano avvolto una C 3. Il celere intervento della squadra del distaccamento di via Basa ha scongiurato che il fuoco si propagasse alle altre macchine parcheggiate vicino. Vigili del fuoco e carabinieri sul posto hanno accertato l’origine dolosa dell’incendio. Solo l’ultimo in ordine di tempo. Il primo raid incendiario era stato messo a segno in via Eleonora D’Arborea, nel quartiere San Nicola, all’inizio della settimana. Erano andate distrutte due macchine parcheggiate a pochi metri di distanza l’una dall’altra. Ma il bersaglio era uno. La stessa vittima che pochi giorni dopo, è stata presa nuovamente di mira con un altro attentato incendiario che ha distrutto anche la seconda macchina che aveva preso a noleggio non avendo più a disposizione la sua, andata letteralmente distrutta nel rogo precedente. Nessun dubbio sull’origine dolosa di entrambi gli incendi: i vigili del fuoco hanno trovato gli inneschi utilizzati per far partire le fiamme. Nel primo caso era stata utilizzata la diavolina, nel secondo, è stata rovesciata la benzina sull’auto. Al momento non sarebbero emersi elementi importanti dalla visione dei filmati dei sistemi di videosorveglianza di attività commerciali e abitazioni vicine.
La cronaca delle notti di fuoco registra l’ultimo incendio doloso in via Londra. Qui i vigili del fuoco sono intervenuti giovedì notte per spegnere le fiamme che avevano avvolto una C 3. Il celere intervento della squadra del distaccamento di via Basa ha scongiurato che il fuoco si propagasse alle altre macchine parcheggiate vicino. Vigili del fuoco e carabinieri sul posto hanno accertato l’origine dolosa dell’incendio. Solo l’ultimo in ordine di tempo. Il primo raid incendiario era stato messo a segno in via Eleonora D’Arborea, nel quartiere San Nicola, all’inizio della settimana. Erano andate distrutte due macchine parcheggiate a pochi metri di distanza l’una dall’altra. Ma il bersaglio era uno. La stessa vittima che pochi giorni dopo, è stata presa nuovamente di mira con un altro attentato incendiario che ha distrutto anche la seconda macchina che aveva preso a noleggio non avendo più a disposizione la sua, andata letteralmente distrutta nel rogo precedente. Nessun dubbio sull’origine dolosa di entrambi gli incendi: i vigili del fuoco hanno trovato gli inneschi utilizzati per far partire le fiamme. Nel primo caso era stata utilizzata la diavolina, nel secondo, è stata rovesciata la benzina sull’auto. Al momento non sarebbero emersi elementi importanti dalla visione dei filmati dei sistemi di videosorveglianza di attività commerciali e abitazioni vicine.
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