Tra faro, cozze e natura i tesori olbiesi su Raiuno
La mobilità sostenibile e le bellezze ambientali raccontate da Linea verde life Spazio anche ai sapori locali e ai mestieri. Tappa a Porto Cervo e Calangianus
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OLBIA. La città si è incollata allo schermo. E chi ha perso la puntata, l’ha poi recuperata su Raiplay. Le telecamere e i microfoni di Linea verde life hanno infatti raccontato Olbia e i suoi tesori: dalle cozze a San Simplicio, da Tavolara al nuovo lungomare passando anche per quelle zone della città interessate da alcuni progetti legati alla mobilità sostenibile. E senza dimenticare le altre ricchezze galluresi, come le sugherete di Calangianus, le sfumature della Costa Smeralda e i cetacei che nuotano al largo dell’arcipelago della Maddalena. Il popolare programma televisivo di Rai 1, dopo le immagini girate alcune settimane fa, ieri ha dedicato una intera puntata a Olbia e alla Gallura. Numerosi gli intervistati: persone che, anche attraverso il loro mestiere, hanno raccontato davanti a milioni di spettatori uno degli angoli più belli e affascinanti del Mediterraneo.
Tesori olbiesi. La puntata di Linea verde life, condotto da Daniela Ferolla e Marcello Masi, è stata incentrata sui temi della sostenibilità ambientale, delle bellezze naturali, degli antichi saperi e della mobilità sostenibile. Dopo l’arrivo all’aeroporto Costa Smeralda, dove è stato intervistato Antonio Usai del polo universitario olbiese, i conduttori si sono poi trasferiti nel centro città, tra San Simplicio, San Paolo, lungomare e parco Fausto Noce. Grande spazio è stato dedicato al mondo della molluschicoltura, con le cozze e le ostriche in prima linea. E così, nel golfo, con il faro di Isola Bocca alle spalle, sono stati intervistati Raffaele Bigi, presidente del Consorzio dei molluschicoltori olbiesi, e Massimo Degortes, che ha parlato dell’ostricoltura. Al Lido del Sole, accanto al vecchio hotel Caprile, è invece comparsa la sportiva Valentina Langiu, che ha spiegato con entusiasmo come si pratica la disciplina del canicross. Poi è stata la volta del tema della mobilità urbana e sostenibile. In via Nanni, dove da quasi tre anni esiste una strada scolastica tutta dedicata agli studenti e alle famiglie, è stato intervistato Matteo Micozzi, genitore. Subito dopo tappa nel quartiere di Isticadeddu, da poco interessato da un importante progetto di rigenerazione sociale. A illustrarlo sono state Roberta Calcina, del laboratorio Hub.Mat, e Veronica Asara, di Sensibilmente onlus, insieme a Piergiovanni Porcu del comitato di quartiere. È stato anche inquadrato il murale realizzato nei mesi scorsi in via Marco Polo dal giovane Davide Serra. E non poteva mancare l’isola di Tavolara, cuore pulsante dell’Area marina protetta, dove si è parlato delle attività di citizen science insieme all’operatrice di educazione ambientale Giorgia Nervegna. Infine il cibo del territorio: dalle cozze fritte e gratinate di Giada Bigi al formaggio di Pietro Ragaglia fino al vermentino e al panino ai polpi offerti da Angelo Del Rio a Porto Taverna.
Tesori galluresi. E se Olbia si è messa in mostra, la stessa cosa hanno fatto altri angoli della Gallura. A Calangianus l’imprenditore Giuseppe Molinas ha illustrato le tappe principali della lavorazione del sughero. In Costa Smeralda Luca Zichina, del Consorzio, ha parlato di alcuni importanti interventi in nome della mobilità sostenibile e delle attività outdoor: i nuovi marciapiedi consortili e gli stupendi percorsi del Pevero health trail. Non potevano certo non essere poi mostrati i colori del mare e le architetture di Porto Cervo. Infine il canyon di Caprera, al largo dell’arcipelago maddalenino, dove nuotano i cetacei e dove One ocean foundation svolge alcune importanti attività di ricerca. (d.b.)
Tesori olbiesi. La puntata di Linea verde life, condotto da Daniela Ferolla e Marcello Masi, è stata incentrata sui temi della sostenibilità ambientale, delle bellezze naturali, degli antichi saperi e della mobilità sostenibile. Dopo l’arrivo all’aeroporto Costa Smeralda, dove è stato intervistato Antonio Usai del polo universitario olbiese, i conduttori si sono poi trasferiti nel centro città, tra San Simplicio, San Paolo, lungomare e parco Fausto Noce. Grande spazio è stato dedicato al mondo della molluschicoltura, con le cozze e le ostriche in prima linea. E così, nel golfo, con il faro di Isola Bocca alle spalle, sono stati intervistati Raffaele Bigi, presidente del Consorzio dei molluschicoltori olbiesi, e Massimo Degortes, che ha parlato dell’ostricoltura. Al Lido del Sole, accanto al vecchio hotel Caprile, è invece comparsa la sportiva Valentina Langiu, che ha spiegato con entusiasmo come si pratica la disciplina del canicross. Poi è stata la volta del tema della mobilità urbana e sostenibile. In via Nanni, dove da quasi tre anni esiste una strada scolastica tutta dedicata agli studenti e alle famiglie, è stato intervistato Matteo Micozzi, genitore. Subito dopo tappa nel quartiere di Isticadeddu, da poco interessato da un importante progetto di rigenerazione sociale. A illustrarlo sono state Roberta Calcina, del laboratorio Hub.Mat, e Veronica Asara, di Sensibilmente onlus, insieme a Piergiovanni Porcu del comitato di quartiere. È stato anche inquadrato il murale realizzato nei mesi scorsi in via Marco Polo dal giovane Davide Serra. E non poteva mancare l’isola di Tavolara, cuore pulsante dell’Area marina protetta, dove si è parlato delle attività di citizen science insieme all’operatrice di educazione ambientale Giorgia Nervegna. Infine il cibo del territorio: dalle cozze fritte e gratinate di Giada Bigi al formaggio di Pietro Ragaglia fino al vermentino e al panino ai polpi offerti da Angelo Del Rio a Porto Taverna.
Tesori galluresi. E se Olbia si è messa in mostra, la stessa cosa hanno fatto altri angoli della Gallura. A Calangianus l’imprenditore Giuseppe Molinas ha illustrato le tappe principali della lavorazione del sughero. In Costa Smeralda Luca Zichina, del Consorzio, ha parlato di alcuni importanti interventi in nome della mobilità sostenibile e delle attività outdoor: i nuovi marciapiedi consortili e gli stupendi percorsi del Pevero health trail. Non potevano certo non essere poi mostrati i colori del mare e le architetture di Porto Cervo. Infine il canyon di Caprera, al largo dell’arcipelago maddalenino, dove nuotano i cetacei e dove One ocean foundation svolge alcune importanti attività di ricerca. (d.b.)
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