Una mostra-museo sugli squali a Olbia
di Paolo Ardovino
L’idea di un ex pilota di Meridiana che ha raccolto oggetti e reperti per 35 anni
2 MINUTI DI LETTURA
OLBIA. Squali a Olbia: non è un grido d'allarme ma è una proposta. Quella di Riccardo Sturla Avogadri, ex pilota Meridiana ma soprattutto tra i massimi esperti mondiali di squali. Da anni abituato a portare in giro la sua mostra-museo e a parlare della sua passione in tv, ora, dice, «sarebbe bello vedere i modelli, gli oggetti e i reperti in una mostra ospitata proprio nell’isola». Shark-man. Ferrarese, anche se cresciuto tra Olbia e Porto San Paolo e per tanti anni pilota di aerei Meridiana, Riccardo ora vive a Boston e da oltreoceano parla del suo legame con gli squali. Da tanto tempo li studia, li ha portati in televisione, attraverso le sue clip in giro per il mondo, nei programmi di Licia Colò, Giancarlo Magalli, Paolo Bonolis. «Un uomo che conosce gli squali meglio degli esseri umani», lo definiva così La Nuova qualche anno fa. Fondatore dell’associazione Shark academy, nel 2018 aveva lanciato un’innovativa esposizione con la realtà aumentata. Dentro una gabbia di acciaio con muta da sub, visore, guanti bluetooth e tecnologia 6D per un’esperienza di immersione senza realmente bagnarsi. Poi gli squali, tanti squali, quelli che ha portato in mostra negli acquari ma poi anche i modelli costruiti interamente a mano. Tra questi, spicca un pescecane realizzato direttamente dall’artista premio Oscar Carlo Rambaldi. «E la sua prima realizzazione in assoluto fu sempre un pesce che creò per mio nonno. Da lì, siamo sempre rimasti in ottimi rapporti». «Ci si è abituati ad avere la paura degli squali – parla dei pesci di cui è diventato amico –, eppure è infondata. Da centinaia di migliaia di anni mangiano pesci, l’uomo non rientra minimamente nella loro nutrizione: se conosciuti e se non attaccati, perciò, non c’è motivo di temerli».
L'idea. Il materiale raccolto in 35 anni di ricerche consiste in più di 25mila oggetti e reperti, e pezzi unici come la ricostruzione di una mascella gigante di Megalodon e lo squalo bianco di sei metri costruito da Rambaldi. «Ho tenuto questo format di mostra-museo per tanti anni all’interno di centri commerciali, ora penso sarebbe bello far conoscere il mondo degli squali nell’isola. Per me, sarebbe anche un ritorno a casa – racconta Riccardo Sturla Avogadri –. Sto riflettendo su due modalità: una mostra permanente oppure temporanea. Forse questa seconda soluzione sarebbe la migliore, e penso che Olbia sia un luogo adatto. Ha gli spazi per poterlo fare, e il contesto marino per poter attrarre il racconto sugli squali».
L'idea. Il materiale raccolto in 35 anni di ricerche consiste in più di 25mila oggetti e reperti, e pezzi unici come la ricostruzione di una mascella gigante di Megalodon e lo squalo bianco di sei metri costruito da Rambaldi. «Ho tenuto questo format di mostra-museo per tanti anni all’interno di centri commerciali, ora penso sarebbe bello far conoscere il mondo degli squali nell’isola. Per me, sarebbe anche un ritorno a casa – racconta Riccardo Sturla Avogadri –. Sto riflettendo su due modalità: una mostra permanente oppure temporanea. Forse questa seconda soluzione sarebbe la migliore, e penso che Olbia sia un luogo adatto. Ha gli spazi per poterlo fare, e il contesto marino per poter attrarre il racconto sugli squali».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
