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Folgorato a villa Donà il giudice decide sull’archiviazione

Folgorato a villa Donà il giudice decide sull’archiviazione

PORTO ROTONDO. Flavio Pellegrino era rimasto folgorato da una scarica elettrica mentre svolgeva lavori di manutenzione del verde nella villa del conte Luigi Donà dalle Rose, a Porto Rotondo, il 31...

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PORTO ROTONDO. Flavio Pellegrino era rimasto folgorato da una scarica elettrica mentre svolgeva lavori di manutenzione del verde nella villa del conte Luigi Donà dalle Rose, a Porto Rotondo, il 31 agosto scorso. Per la sua morte, la Procura aveva indagato cinque persone per omicidio colposo. A conclusione delle indagini, il pubblico ministero ha chiesto l’archiviazione per tutti ritenendo evidentemente che non ci fossero elementi per sostenere l’accusa. Richiesta che non è stata, però, accolta dal gip Claudio Cozzella che ha fissato l’udienza tra le parti per il 21 giugno, al termine della quale deciderà se archiviare o meno il fascicolo.

L’incidente sul lavoro era avvenuto all’interno di un vano in muratura, pertinenza della villa, dove si trovavano un quadro tecnico e due autoclavi per pompare acqua alla rete idrica del giardino e della piscina. Lì era stato trovato il corpo di Flavio Pellegrino. Il giardiniere 61enne era stato colpito da una scarica elettrica mentre evidentemente si stava occupando dell’attivazione dell’autoclave. Era stato chiamato da Pierluigi Pisu per svolgere alcuni lavori di giardinaggio e manutenzione del verde nella villa. La perizia disposta dal tribunale aveva accertato la presenza di una pompa sommersa che si trovava all’interno di un tombino, di cui nessuno ne conosceva l’esistenza, e che non era collegata all’impianto salvavita. «Sono sorpreso per la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura soprattutto visto l’esito della perizia disposta in sede di incidente probatorio – dice l’avvocato Antonello Desini, che assiste la famiglia Pellegrino – Il gip, riteniamo per gli stessi motivi a cui è giunto il nostro il perito di parte, l’ingegner Gian Luca Langiu, non ha accolto la richiesta, fissando l’udienza nel contradditorio delle parti per decidere l’ulteriore corso del procedimento. Per quanto ci riguarda ci sono tutti gli elementi per esercitare l’azione penale».

Gli indagati sono Pierluigi Pisu, titolare dell’impresa “Il pollice verde” che svolgeva i lavori nella villa, difeso dall’avvocato Agostinangelo Marras; il conte Luigi Donà dalle Rose (81 anni) e il figlio Leonardo, titolare dell’abitazione, assistiti rispettivamente dagli avvocati Corrado Fara e Gabriele Satta; i responsabili di due ditte, Maximilano Luca Moggi, difeso dagli avvocati Domenica Gala e Giovanna Maria Poggi, e Fabrizio Manca, dall’avvocato Giampietro Cocco. (t.s.)

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