La Nuova Sardegna

Olbia

«Sanità, i sindaci in prima linea»

di Giuseppe Pulina
«Sanità, i sindaci in prima linea»

L’appello del neo comitato in vista della manifestazione di sabato in difesa dell’ospedale di Tempio

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TEMPIO. Chiamano a raccolta i sindaci di mezza Gallura e anche qualche primo cittadino della vicina Anglona. Non per fare numero, ma per dimostrare sul campo, vale a dire la manifestazione in programma sabato 12 febbraio nello spazio antistante l’ospedale, l’impegno concreto dei sindaci, disposti a esporsi per una vertenza che di giorno in giorno rivela aspetti sempre più complessi: quella del “Paolo Dettori” e dei diritti di un’utenza che non vuole assistere con indifferenza al declassamento dei presidi sanitari territoriali. L’invito è stato formulato dal Comitato Cittadini di Gallura Tutela Diritto alla Salute di cui si continuano a ignorare i nomi reali degli ideatori e di quelli che saranno, se avrà un seguito, i suoi portavoce. C’è chi sostiene che dietro la nascita del comitato possa esserci uno schieramento di sindaci. Sospetto indimostrabile, almeno per il momento, anche se avrebbe qualcosa di buffo un invito che ha per destinatari gli stessi estensori dell’invito. Nella lettera ai sindaci, gli organizzatori definiscono di “assoluta gravità” la crisi della sanità in Gallura, «in quanto – dichiarano – non si può chiudere un reparto o sospendere un servizio per mancanza di personale, quando lo si può sostituire con modalità ordinarie o straordinarie, ma anche attingere da graduatorie già esistenti». L’obiettivo degli organizzatori della manifestazione del 12 è esplicitato nell’invito: mettere in atto «un’azione di sensibilizzazione propedeutica ad imprimere una maggiore e urgentissima spinta propulsiva all’attività politico-amministrativa della questione sanitaria in Alta Gallura». I numeri su cui il comitato intende basare il suo appello non sono quelli dei mancati servizi o dei professionisti della sanità che da Tempio sono stati trasferiti altrove, e nemmeno quelli dei reparti chiusi e della cronica carenza di anestesisti che paralizza un po’ tutte le attività. Il numero è uno solo e corrisponde ai 40mila cittadini che, con la loro iniziativa, sentono di dover rappresentare. «Chiediamo di avere rassicurazioni sul futuro del Paolo Dettori per poter dare risposte concrete ai cittadini obbligati a spostarsi centinaia di chilometri per ricevere cure adeguate». Il comitato chiede anche che la partecipazione dei sindaci non sia solo un atto di presenza, ma che prendano la parola. Sarà un modo per fare la conta dei presenti e di chi avrà qualcosa da dire, oltre che per constatare se qualche amministratore avrà nel frattempo ideato una strategia più incisiva di quelle sinora utilizzate.

In attesa di sapere chi sarà presente, si può già dire con certezza chi non ci sarà. A non prendere parte alla manifestazione di sabato sarà, ad esempio, Abali Basta, che, come si legge in un comunicato, ha deciso di «sospendere l’iniziativa in essere per febbraio e rimanere in attesa vigile sulle risultanze dei futuri interventi politici sulla disastrosa situazione sanitaria, mettendosi a disposizione qualora si manifesti la necessità, con atti tesi al supporto di azioni concrete, per poter meglio incidere nel cambiare l’inesorabile corso dei fatti». Un modo per dire che s’intende assecondare, pur sempre con un occhio di riguardo, la dichiarata intenzione «del sindaco di Tempio e di alcuni suoi colleghi del territorio di lottare contro l’inquadramento tombale del Paolo Dettori, coinvolgendo i rappresentanti della minoranza in tutte le sedi opportune di discussione e di inserire l’argomento sanità negli ordini del giorno dei futuri Consigli». Una presa di posizione che trova forza anche in un’altra dichiarazione: «quella dell’assessore Biancareddu, che ha garantito il suo voto negativo a un documento che vedrà il Paolo Dettori definitivamente cancellato».

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