Scontro frontale: tre feriti gravi
di Dario Budroni
Lo schianto è avvenuto in via Corea. Tra le cause la possibile alta velocità. Indagini della polizia locale
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OLBIA. Quasi cento metri di asfalto disseminati di vetri, paraurti e pezzi di motore. Lo schianto è stato violentissimo: un frontale avvenuto poco prima dell’ora di pranzo nel bel mezzo della zona industriale. Due le auto coinvolte, una Audi Q5 e una Toyota Aygo. E tre i feriti, tutti gravi, trasportati d’urgenza al pronto soccorso del Giovanni Paolo II. È accaduto in via Corea, una delle strade più trafficate della zona industriale. Sul posto sono subito corsi i vigili del fuoco e diverse ambulanze del 118. Difficile, almeno in un primo momento, ricostruire la dinamica esatta dell’incidente. Le due auto sono andate praticamente distrutte e ci sono volute diverse ore per ripulire la strada dai detriti. I feriti, tutti giovani, tra cui una ragazza in stato di gravidanza, sono stati portati via dalle ambulanze in codice rosso. Fortunatamente, nessuno di loro è in pericolo di vita. Sul posto anche gli agenti della polizia locale olbiese e i carabinieri del reparto territoriale di Olbia. Le cause dell’incidente, stando alle ricostruzioni e alle testimonianze, sarebbero legate a una precedenza non data e all’alta velocità.
Lo schianto. Di mattina la zona industriale è molto trafficata. Lo schianto è avvenuto verso le 12.30 in via Corea, nel tratto compreso tra gli stabilimenti della As do Mar e la rotatoria che porta verso il Geovillage. A bordo dell’Audi c’erano Pietro Masia di 33 anni e Valentina Pisano di 29, mentre a bordo della Toyota c’era Gian Mario Tilocca di 38 anni. Considerate le condizioni delle auto e la lontananza dei mezzi dal luogo dell’impatto, ricostruire la dinamica dell’incidente non è per nulla semplice. Da quanto emerge, il giovane alla guida della piccola Toyota stava proseguendo in direzione As do Mar quando avrebbe poi tentato di svoltare a sinistra, in uno degli ingressi delle varie aziende. Di colpo sarebbe quindi piombata l’Audi Q5, che proveniva invece dalla direzione opposta. Lo scontro, praticamente frontale, è stato tremendo. La Toyota, semi distrutta, si è più volte girata su se stessa ed è finita alcune decine di metri più in là, quasi in cunetta, lasciando sull’asfalto una lunga scia di liquidi. L’Audi Q5, invece, è stata trovata ancora più lontano, anche lei sul bordo della strada, con il muso andato in mille pezzi. I testimoni dell’incidente hanno subito chiamato i soccorsi: i vigili del fuoco hanno estratto due dei tre feriti dalle auto e i giovani, tutti in codice rosso, sono stati trasportati dalle ambulanze del 118 in ospedale. Per loro, una lunga serie di traumi e fratture in più punti del corpo. Vista la violenza dello scontro, l’incidente avrebbe potuto avere conseguenze ancora peggiori. Le indagini per ricostruire l’esatta dinamica, condotte dalla polizia locale comandata da Giovanni Mannoni, proseguiranno anche nei prossimi giorni.
Zona industriale. La zona industriale è spesso teatro di incidenti stradali, certe volte anche brutti. Le strade sono larghe e le auto raggiungono anche velocità folli, nonostante i limiti siano tali e quali a quelli delle altre vie cittadine. Succede lungo viale Italia, cioè la grande strada che, passando accanto ai capannoni della zona industriale, porta fino a Pittulongu. E succede anche nelle strade interne, quelle che si snodano tra le numerose fabbriche e aziende. Anche per questo, la scorsa primavera, il Comune aveva istituito il limite massimo di 30 chilometri orari in tutta la città. Una decisione dettata dai numeri: sono infatti quasi 300 gli incidenti stradali che si contano ogni anno a Olbia.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Lo schianto. Di mattina la zona industriale è molto trafficata. Lo schianto è avvenuto verso le 12.30 in via Corea, nel tratto compreso tra gli stabilimenti della As do Mar e la rotatoria che porta verso il Geovillage. A bordo dell’Audi c’erano Pietro Masia di 33 anni e Valentina Pisano di 29, mentre a bordo della Toyota c’era Gian Mario Tilocca di 38 anni. Considerate le condizioni delle auto e la lontananza dei mezzi dal luogo dell’impatto, ricostruire la dinamica dell’incidente non è per nulla semplice. Da quanto emerge, il giovane alla guida della piccola Toyota stava proseguendo in direzione As do Mar quando avrebbe poi tentato di svoltare a sinistra, in uno degli ingressi delle varie aziende. Di colpo sarebbe quindi piombata l’Audi Q5, che proveniva invece dalla direzione opposta. Lo scontro, praticamente frontale, è stato tremendo. La Toyota, semi distrutta, si è più volte girata su se stessa ed è finita alcune decine di metri più in là, quasi in cunetta, lasciando sull’asfalto una lunga scia di liquidi. L’Audi Q5, invece, è stata trovata ancora più lontano, anche lei sul bordo della strada, con il muso andato in mille pezzi. I testimoni dell’incidente hanno subito chiamato i soccorsi: i vigili del fuoco hanno estratto due dei tre feriti dalle auto e i giovani, tutti in codice rosso, sono stati trasportati dalle ambulanze del 118 in ospedale. Per loro, una lunga serie di traumi e fratture in più punti del corpo. Vista la violenza dello scontro, l’incidente avrebbe potuto avere conseguenze ancora peggiori. Le indagini per ricostruire l’esatta dinamica, condotte dalla polizia locale comandata da Giovanni Mannoni, proseguiranno anche nei prossimi giorni.
Zona industriale. La zona industriale è spesso teatro di incidenti stradali, certe volte anche brutti. Le strade sono larghe e le auto raggiungono anche velocità folli, nonostante i limiti siano tali e quali a quelli delle altre vie cittadine. Succede lungo viale Italia, cioè la grande strada che, passando accanto ai capannoni della zona industriale, porta fino a Pittulongu. E succede anche nelle strade interne, quelle che si snodano tra le numerose fabbriche e aziende. Anche per questo, la scorsa primavera, il Comune aveva istituito il limite massimo di 30 chilometri orari in tutta la città. Una decisione dettata dai numeri: sono infatti quasi 300 gli incidenti stradali che si contano ogni anno a Olbia.
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