Tasse e mercatino il Comune dialoga con gli ambulanti
di Paolo Ardovino
Apertura del sindaco sulle tariffe per il suolo pubblico I commercianti hanno anche detto no agli stand in centro
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OLBIA. Aleggia una giusta dose di ottimismo dopo l’incontro che era tanto temuto. Gli ambulanti olbiesi avevano chiesto di parlare con il sindaco per rivedere l’aumento vertiginoso delle tasse sul suolo pubblico. Ieri il dialogo tra i vertici regionali dell’associazione di rappresentanza Ana-Ugl e Settimo Nizzi ha portato a una clamorosa apertura: le tariffe verranno ricontrollate e, forse, abbassate. I commercianti sorridono e intanto mettono sul tavolo anche la proposta di spostare il mercato del martedì: l’esperimento di portare gli stand al centro storico ha fallito.
Il dialogo. «Un incontro positivo» lo definisce Maddalena Battino, segretaria sarda dell’associazione nazionale ambulanti. Anche i commercianti, insieme a imprenditori e titolari di attività, si erano fatti sentire nel consiglio comunale aperto al pubblico per ribadire l'istanza. La questione riguarda la stangata arrivata dal Comune con il nuovo canone unico patrimoniale con costi aumentati «del 200%», come sostenuto dai commercianti nei giorni scorsi. Il primo cittadino, durante un incontro atteso da tempo dai rappresentanti Ana, per la prima volta ha lasciato la porta aperta: prenderà in considerazione una riverifica dei parametri. Se ci saranno effettivamente i margini per diminuire la spesa, lo si farà. «Con il rinnovo del canone unico siamo ben consapevoli che sia previsto un aumento anche del suolo pubblico – dice Battino – ma rispetto ai coefficienti adottati in tutta Italia, le tariffe sono troppo alte». Per fare un esempio pratico, spiega la segretaria regionale, chi tra Tari e suolo pubblico ha pagato sinora circa 260 euro annui si ritroverebbe ora a pagarne circa 900, mentre secondo l’associazione l’aumento dovrebbe fermarsi sulle 600 euro. «Non ci siamo solo lamentati – prosegue Battino – ma abbiamo portato avanti la nostra proposta sostenuta da carte e leggi che trovano riscontri su scala nazionale. Siamo contenti del confronto, nei prossimi giorni formalizzeremo via pec quanto detto».
No al mercato in centro. L’occasione è stata propizia per rendere noto anche un malessere diffuso da tempo: il mercato del martedì nel piazzale della ferrovia non va bene. Invece di rivitalizzare gli stand, li ha demotivati. «Gli stalli sono più che dimezzati, su 40 posti iniziali ora ne sono rimasti 17, molti venditori stanno mollando nel tempo – dice Pietro Giordo, commerciante e consigliere regionale Ana-Ugl –. È una posizione che si è rivelata scomoda, il mercato ora è nascosto». L'attuale collocazione era stata promossa nel 2018 con l'intento di favorire una maggiore vitalità del centro storico, prima le bancarelle erano in piazza Crispi. ll 16 febbraio gli ambulanti sono convocati dalla commissione consiliare alle attività produttive per discutere delle alternative: «Anche in questo caso – prosegue Giordo – vogliamo arrivare preparati e portare dei progetti di fattibilità su due aree che abbiamo individuato per spostare il mercato del martedì». Una è il ritorno in via Monferrato, nel cuore di zona Bandinu dove il mercato visse anni felici, l’altra è in via Manzoni, la zona antistante la chiesa della Sacra Famiglia.
Il dialogo. «Un incontro positivo» lo definisce Maddalena Battino, segretaria sarda dell’associazione nazionale ambulanti. Anche i commercianti, insieme a imprenditori e titolari di attività, si erano fatti sentire nel consiglio comunale aperto al pubblico per ribadire l'istanza. La questione riguarda la stangata arrivata dal Comune con il nuovo canone unico patrimoniale con costi aumentati «del 200%», come sostenuto dai commercianti nei giorni scorsi. Il primo cittadino, durante un incontro atteso da tempo dai rappresentanti Ana, per la prima volta ha lasciato la porta aperta: prenderà in considerazione una riverifica dei parametri. Se ci saranno effettivamente i margini per diminuire la spesa, lo si farà. «Con il rinnovo del canone unico siamo ben consapevoli che sia previsto un aumento anche del suolo pubblico – dice Battino – ma rispetto ai coefficienti adottati in tutta Italia, le tariffe sono troppo alte». Per fare un esempio pratico, spiega la segretaria regionale, chi tra Tari e suolo pubblico ha pagato sinora circa 260 euro annui si ritroverebbe ora a pagarne circa 900, mentre secondo l’associazione l’aumento dovrebbe fermarsi sulle 600 euro. «Non ci siamo solo lamentati – prosegue Battino – ma abbiamo portato avanti la nostra proposta sostenuta da carte e leggi che trovano riscontri su scala nazionale. Siamo contenti del confronto, nei prossimi giorni formalizzeremo via pec quanto detto».
No al mercato in centro. L’occasione è stata propizia per rendere noto anche un malessere diffuso da tempo: il mercato del martedì nel piazzale della ferrovia non va bene. Invece di rivitalizzare gli stand, li ha demotivati. «Gli stalli sono più che dimezzati, su 40 posti iniziali ora ne sono rimasti 17, molti venditori stanno mollando nel tempo – dice Pietro Giordo, commerciante e consigliere regionale Ana-Ugl –. È una posizione che si è rivelata scomoda, il mercato ora è nascosto». L'attuale collocazione era stata promossa nel 2018 con l'intento di favorire una maggiore vitalità del centro storico, prima le bancarelle erano in piazza Crispi. ll 16 febbraio gli ambulanti sono convocati dalla commissione consiliare alle attività produttive per discutere delle alternative: «Anche in questo caso – prosegue Giordo – vogliamo arrivare preparati e portare dei progetti di fattibilità su due aree che abbiamo individuato per spostare il mercato del martedì». Una è il ritorno in via Monferrato, nel cuore di zona Bandinu dove il mercato visse anni felici, l’altra è in via Manzoni, la zona antistante la chiesa della Sacra Famiglia.
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