la ricostruzione
Cleopatra secondo Venturini «Capita solo ogni 400 anni»
OLBIA. Il violento passaggio del ciclone Cleopatra è stato rievocato in consiglio comunale. Tra slide, ricostruzioni e modelli matematici, l’ingegnere Simone Venturini, della Technital, ha...
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OLBIA. Il violento passaggio del ciclone Cleopatra è stato rievocato in consiglio comunale. Tra slide, ricostruzioni e modelli matematici, l’ingegnere Simone Venturini, della Technital, ha ricostruito le fasi dell’alluvione del novembre 2013. Lo studioso ha più volte sottolineato che l’alluvione di oltre otto anni fa è stata un evento eccezionale, imprevedibile, che capita solo ogni 400 anni. Una esposizione che è stata ben accolta in particolare da chi, ai tempi, era alla guida della città, cioè alcuni esponenti dell’attuale minoranza, considerato che anche sulla prevedibilità o meno dell’alluvione si basano i processi in tribunale. «Talvolta è stato detto che quell’evento era prevedibile e non particolarmente grave – ha detto Venturini –. Nulla di più sbagliato. L’evento tra il 16 e il 18 novembre del 2013 è stato un qualcosa di assolutamente eccezionale. Lo abbiamo studiato, per realizzare la variante al Pai». Poi Venturini è entrato nei dettagli. «Il 16 novembre, nella stazione di Putzolu, piovono 53 millimetri di acqua – ha ricordato l’ingegnere –. Non è un evento particolarmente grave, ha un tempo di ritorno di due anni. Il 17 novembre, invece, smette di piovere. Il 18 novembre arrivano poi 174 millimetri di acqua. L’evento del 18 singolarmente considerato ha un tempo di ritorno di 200 anni. Ma quello che è accaduto è che questi 174 millimetri sono piovuti su Olbia quando, due giorni prima, ne erano piovuti 53 che avevano saturato il terreno. Quindi due eventi meteorici: uno con tempo di ritorno di due anni, l’altro di 200. In statistica, quando avvengono due eventi disgiunti, si dice che la probabilità che avvengano insieme è il prodotto delle loro frequenze. In questo caso, il prodotto dei due è di 400 anni. Quindi, la frequenza probabile dell’evento di Cleopatra non è di 50 anni o di 200, ma di 400. Inoltre, l’incidenza della pioggia si è verificata nel momento ultimo dell’evento: alle 18 arriva la botta e alle 19 non piove più. Stiamo parlando di un evento estremamente grave e raro che non trova riscontri negli annali storici». Nel corso della sua relazione, l’ingegnere Simone Venturini ha parlato anche della pericolosità dei fiumi olbiesi, mettendo nel mirino il rio Seligheddu. «È il più pericoloso – ha concluso l’ingegnere –. È stata l’acqua del Seligheddu, a Isticcadeddu, a fare un salto di bacino e a mettere in piena il rio Gaddhuresu. Anche il Tannaule è esondato per effetto del rigurgito del Seligheddu». (d.b.)
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