La Nuova Sardegna

Olbia

La carica dei quattrocento «Tutti uniti per l’ospedale»

di Giuseppe Pulina
La carica dei quattrocento «Tutti uniti per l’ospedale»

Sindaci, cittadini e sindacalisti alla manifestazione in difesa del Paolo Dettori Chiesta la riapertura di Chirurgia e il rilancio di Riabilitazione e Pronto soccorso

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TEMPIO. Non meno di 400 persone hanno partecipato alla manifestazione in difesa dell’ospedale “Paolo Dettori”. Tanti cittadini, molti amministratori galluresi, qualche bandiera (i quattro mori di Caminera Noa e le bandiere rosse della Spi Cgil) e anche due assessori regionali, Quirico Sanna e Andrea Biancareddu, presenti in quella che poteva essere per loro la fossa dei leoni. Non lo è stato, perché la manifestazione si è svolta all’insegna dell’unità. Il destino dell’ospedale di Tempio e di altri ospedali della Sardegna potrebbe, d'altronde, rivelarsi già nei prossimi giorni, quando sarà varato il nuovo piano sanitario. Se questo dovesse fare del Dettori un ospedale di comunità, la giunta Solinas dovrà sicuramente fare a meno del voto di Biancareddu, che ha ribadito che è disposto non solo a votare contro la sua stessa giunta, ma anche a dimettersi da assessore. Potrebbe trovare il sostegno dell’altro collega assessore Quirico Sanna, che ben conosce la situazione del “Paolo Dettori”, ospedale che deteneva alcune delle eccellenze della sanità isolana e che ora deve fare i conti con la progressiva paralisi di reparti e servizi. È stato proprio Sanna a raccontare a mo’ di aneddoto quanto gli ha riferito il sindaco di Santa Teresa: «Uun infartuato di Santa Teresa o arriva prima a Tempio o arriva, dopo, morto a Olbia». La manifestazione tempiese non è stata, come forse qualcuno temeva, una passerella per sindaci e politici con mire di visibilità. Si sono fatte sentire diverse voci della società civile, come il movimento “Donne libere in lotta per la salute” o “Caminera Noa”, che, con Luana Farina, ha dichiarato come gran parte del bilancio regionale sia destinato alla sanità e come questo, considerato lo stato delle cose, venga male impiegato. Anche il mondo del sindacato ha detto la sua con Giorgio Chiarelli della Cgil Medici: «Bisogna far funzionare la rete e usare in modo razionale le risorse che si hanno. Cosa fatta quando Biancareddu riuscì a indirizzare verso Tempio gli anestesisti che mancavano». A riconoscere il risultato in parte deludente di quell’operazione è stato proprio Biancareddu che vede nel prossimo bando per l’assunzione di 270 nuovi medici un banco di prova definitivo. «Se rimarranno posti liberi, significherà che la carenza di medici è cronica e che si dovranno individuare altre vie per reclutarli, richiamando magari in servizio medici freschi di pensione da ricompensare adeguatamente». L’appello all’unità è stato fatto suo anche da Giannetto Addis. «Non bisogna dimenticare quello che è stato fatto con il Popolo dei lucchetti e Abali Basta, e ora dobbiamo essere sempre più propositivi – ha dichiarato il sindaco tempiese – e fissare l’attenzione su ciò che accade e potrà accadere. Vogliamo Chirurgia almeno per gli interventi più semplici, e rilanciare Riabilitazione e Pronto Soccorso. A breve convocheremo la conferenza di Distretto in cui saranno raccolte le istanze del territorio». Sarà aperta a tutti, e cioè non ai soli sindaci degli 11 Comuni interessati, secondo il nuovo corso con il quale si vuole ora affrontare la questione sanità. «Bello sarebbe – ha osservato il sindaco di Aglientu, Antonio Tirotto – vedere la giunta Solinas riunirsi una volta qui a Tempio».

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