«Sanità in codice rosso si recluti altro personale»
Nuova denuncia della Fsi Usae: «Sempre più pesante la carenza degli organici Servono medici, infermieri, Oss e tecnici. E la Regione non può stare a guardare»
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OLBIA. «Gallura in codice rosso. L’insufficienza assoluta di personale continua a paralizzare l’attività ospedaliera e i nostri eroi non ce la fanno più. Mancano in tutti i reparti medici, infermieri, Oss, tecnici di radiologia e di laboratorio, ostetriche. E con l’apertura dell’area Covid, inizialmente attivata con cinque posti letto, infermieri e Oss sono stati sottratti al Mid (Moduli internistico multidisciplinare) facendo sparire, anche se temporaneamente, un piccolo reparto collegato alla Medicina».
La denuncia è della Fsi Usae Gallura, che scende di nuovo in campo con il suo segretario territoriale Vito Langiu. «È ora che si facciano le assunzioni e che vengano ripristinate le dotazioni organiche necessarie per garantire i livelli essenziali di assistenza, dimenticati da tempo. Il neo direttore generale della Asl Marcello Acciaro non ha colpe, perché è appena arrivato e si deve organizzare. Ma l’assessore regionale della Sanità Nieddu non può stare più a guardare. Gli organici vanno rinforzati subito, perché gli ospedali della Gallura non possono andare avanti in questo modo. Si attinga velocemente dalle graduatorie esistenti o ne vengano bandite di nuove». Langiu sottolinea «la necessità assoluta di garantire l’assistenza nell’area Covid allestita al Giovanni Paolo II, ma la carenza cronica di personale diventata ora drammatica sta incidendo in modo pesante sulla riduzione dell'attività ordinaria. Molti interventi vengono rimandati e si stanno ormai creando da tempo interminabili liste d'attesa. La prossima stagione estiva è vicina e se non si troveranno soluzioni, lo ripeto ancora, l’assistenza continuerà a rimanere in codice rosso e la situazione precipiterà ulteriormente».
Nel reparto Covid (allestito al primo piano del Giovanni Paolo II), intanto i pazienti aumentano. «Adesso sono otto: alcuni provengono dai reparti, altri sono arrivati dall’esterno. Solo che pure in questa area il personale (trasferito dal Mid), è insufficiente e due infermieri e un Oss sono risultati positivi. Con la disposizione di servizio arrivata via mail il 29 gennaio scorso, l’équipe dell’area Covid ha dovuto allestire un’area in cui mancano gli spazi per lavorare serenamente e in sicurezza sempre per gli organici carenti. Tanto che si coprono turni di dodici ore con due soli Oss a disposizione. Non è ancora tutto. Ci sono spesso turni in ci sono solamente gli infermieri e non i medici». (s.p.)
La denuncia è della Fsi Usae Gallura, che scende di nuovo in campo con il suo segretario territoriale Vito Langiu. «È ora che si facciano le assunzioni e che vengano ripristinate le dotazioni organiche necessarie per garantire i livelli essenziali di assistenza, dimenticati da tempo. Il neo direttore generale della Asl Marcello Acciaro non ha colpe, perché è appena arrivato e si deve organizzare. Ma l’assessore regionale della Sanità Nieddu non può stare più a guardare. Gli organici vanno rinforzati subito, perché gli ospedali della Gallura non possono andare avanti in questo modo. Si attinga velocemente dalle graduatorie esistenti o ne vengano bandite di nuove». Langiu sottolinea «la necessità assoluta di garantire l’assistenza nell’area Covid allestita al Giovanni Paolo II, ma la carenza cronica di personale diventata ora drammatica sta incidendo in modo pesante sulla riduzione dell'attività ordinaria. Molti interventi vengono rimandati e si stanno ormai creando da tempo interminabili liste d'attesa. La prossima stagione estiva è vicina e se non si troveranno soluzioni, lo ripeto ancora, l’assistenza continuerà a rimanere in codice rosso e la situazione precipiterà ulteriormente».
Nel reparto Covid (allestito al primo piano del Giovanni Paolo II), intanto i pazienti aumentano. «Adesso sono otto: alcuni provengono dai reparti, altri sono arrivati dall’esterno. Solo che pure in questa area il personale (trasferito dal Mid), è insufficiente e due infermieri e un Oss sono risultati positivi. Con la disposizione di servizio arrivata via mail il 29 gennaio scorso, l’équipe dell’area Covid ha dovuto allestire un’area in cui mancano gli spazi per lavorare serenamente e in sicurezza sempre per gli organici carenti. Tanto che si coprono turni di dodici ore con due soli Oss a disposizione. Non è ancora tutto. Ci sono spesso turni in ci sono solamente gli infermieri e non i medici». (s.p.)
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