Blitz nel palazzo trasformato in tugurio
di Dario Budroni
Sopralluogo di polizia locale e agenti del commissariato nel vecchio stabile di viale Aldo Moro. Identificati alcuni abitanti
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OLBIA. Si sono fatti largo tra cumuli di rifiuti e vecchi mobili finiti in mille pezzi. Hanno bussato a tutte le porte del palazzo: molte sono rimaste chiuse, poche quelle che si sono aperte. Dentro, ritagli di fragile normalità in mezzo a un mare di spazzatura che si insinua praticamente ovunque. Gli agenti della polizia locale, insieme ai poliziotti del commissariato olbiese, si sono presentati nel cortile e nei lunghi corridoi del grande palazzo di viale Aldo Moro da tempo trasformato in un gigantesca discarica. Una prima attività di controllo che dà il via a un percorso che porterà a un intervento ancora più importante. Anche perché non ci sono alternative: il palazzo che un tempo ospitava gli uffici della Asl, una banca e due ristoranti è diventato una bomba sia sociale che ambientale. Qui dentro, tra topi, blatte e giri di spaccio e prostituzione, vivono anche alcune famiglie con bambini. Da mesi il Comune sta monitorando la situazione e ieri si è svolto un sopralluogo con l’identificazione di alcuni degli abitanti della struttura. Poi si andrà avanti. «Non possiamo tollerare niente di più, siamo al lavoro per ripristinare la legalità» assicura il sindaco Settimo Nizzi.
La situazione. Il palazzo che dà su viale Aldo Moro, via Longhena e via Peruzzi ha una proprietà: Alturcampa, società riconducibile al gruppo Pulcini. Da qualche anno, però, la situazione è inspiegabilmente precipitata. Molti alloggi sono stati occupati abusivamente. Alcune famiglie che vivevano nello stabile si sono quindi trovate costrette a fare le valigie, mentre altre, senza un posto dove andare, sono rimaste nel loro appartamento. Il condominio è stato legalmente chiuso dalla proprietà circa un anno fa, ma c’è chi ha comunque continuato a pagare un affitto. Forse, alle spalle dei proprietari, è stato messo in piedi un sistema di affitti in nero. In ogni caso, il risultato è che il palazzo è diventato una enorme discarica. I rifiuti sono dappertutto, sia nel cortile che nei corridoi. Il vicinato, sempre più impaurito, parla di brutti giri, di spaccio e di prostituzione.
Il blitz. La polizia locale, guidata dal comandante Giovanni Mannoni, è così intervenuta insieme agli agenti del commissariato. Chi ha aperto la porta, si è messo a disposizione e ha mostrato i propri documenti. Qualcuno ha anche spiegato che da qualche tempo il pagamento della quota dell’affitto avviene del tutto in nero. I rifiuti si accumulano nei corridoi, negli ascensori e negli alloggi disabitati, ma c’è chi è comunque riuscito, con dignità, a tenere puliti almeno gli angoli davanti alla propria porta, per assicurare un minimo di normalità ai propri figli. Solo piccole eccezioni, perché il mondo, qui dentro, è totalmente capovolto. Dai primi di gennaio, come se non bastasse, chi vive nel palazzone di viale Aldo Moro passa le giornate senza avere neanche l’acqua del rubinetto, considerato che Abbanoa aveva interrotto l’ennesimo allaccio abusivo. Ieri la polizia locale e la polizia del commissariato hanno quindi registrato e fotografato tutto. Hanno controllato le poche auto parcheggiate nel cortile interno e naturalmente gli agenti si sono concentrati anche sui cumuli di rifiuti che si trovano negli ingressi della struttura. Una situazione di degrado estrema per la quale si sta pian piano scrivendo la parola fine.
La situazione. Il palazzo che dà su viale Aldo Moro, via Longhena e via Peruzzi ha una proprietà: Alturcampa, società riconducibile al gruppo Pulcini. Da qualche anno, però, la situazione è inspiegabilmente precipitata. Molti alloggi sono stati occupati abusivamente. Alcune famiglie che vivevano nello stabile si sono quindi trovate costrette a fare le valigie, mentre altre, senza un posto dove andare, sono rimaste nel loro appartamento. Il condominio è stato legalmente chiuso dalla proprietà circa un anno fa, ma c’è chi ha comunque continuato a pagare un affitto. Forse, alle spalle dei proprietari, è stato messo in piedi un sistema di affitti in nero. In ogni caso, il risultato è che il palazzo è diventato una enorme discarica. I rifiuti sono dappertutto, sia nel cortile che nei corridoi. Il vicinato, sempre più impaurito, parla di brutti giri, di spaccio e di prostituzione.
Il blitz. La polizia locale, guidata dal comandante Giovanni Mannoni, è così intervenuta insieme agli agenti del commissariato. Chi ha aperto la porta, si è messo a disposizione e ha mostrato i propri documenti. Qualcuno ha anche spiegato che da qualche tempo il pagamento della quota dell’affitto avviene del tutto in nero. I rifiuti si accumulano nei corridoi, negli ascensori e negli alloggi disabitati, ma c’è chi è comunque riuscito, con dignità, a tenere puliti almeno gli angoli davanti alla propria porta, per assicurare un minimo di normalità ai propri figli. Solo piccole eccezioni, perché il mondo, qui dentro, è totalmente capovolto. Dai primi di gennaio, come se non bastasse, chi vive nel palazzone di viale Aldo Moro passa le giornate senza avere neanche l’acqua del rubinetto, considerato che Abbanoa aveva interrotto l’ennesimo allaccio abusivo. Ieri la polizia locale e la polizia del commissariato hanno quindi registrato e fotografato tutto. Hanno controllato le poche auto parcheggiate nel cortile interno e naturalmente gli agenti si sono concentrati anche sui cumuli di rifiuti che si trovano negli ingressi della struttura. Una situazione di degrado estrema per la quale si sta pian piano scrivendo la parola fine.
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