La Nuova Sardegna

Olbia

«Un’offerta alternativa potrà salvare l’ospedale»

di Giuseppe Pulina
«Un’offerta alternativa potrà salvare l’ospedale»

La proposta arriva da Nicola Tondini, medico e consigliere di Tempio Cambia «Si aggiungano reparti che non ci sono altrove come geriatria e lungodegenza»

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TEMPIO. Porta la firma di Nicola Tondini, ma gode dell’incondizionato appoggio del gruppo consiliare di minoranza “Tempio cambia” di cui fa parte. È la proposta che, secondo Nicola Comerci, capogruppo di “Tempio cambia”, potrebbe finalmente cambiare le carte in tavola e salvare l’ospedale “Paolo Dettori”. La proposta di cui Tondini si fa portavoce, preannunciata nel consiglio comunale di ieri, sarebbe nata da un confronto con i suoi colleghi medici che operano nel territorio. «Abbiamo valutato come primaria esigenza della popolazione gallurese l’apertura nell’ospedale di Tempio, oltre ai reparti già in essere, di un reparto di geriatria, un reparto di lungodegenza e una terapia riabilitativa neurologica e non neurologica, tutte strutture non presenti sul territorio e di cui si ha una reale esigenza». Quindi, il presupposto sarebbe quello di caratterizzare l’offerta dei servizi sanitari del “Paolo Dettori” assicurando prestazioni professionali non previste da altri ospedali. «Ad una struttura così organizzata – spiega Tondini – dovrebbero affiancarsi anche l’ospedale di comunità e la Residenza sanitaria assistita, già realizzata da tempo e inspiegabilmente non attiva, dove potrebbe essere gestita la riabilitazione non neurologica». Va da sé, quindi, che l'ospedale di comunità sarebbe solo una struttura partner e non il naturale sostituto dell'ospedale già in attività. “Tempio cambia” si dice sicura della facile realizzabilità dell’idea. Precisazione non superflua, visto che probabilmente tutte le idee che verranno fuori per salvare l’ospedale tempiese saranno inevitabilmente passate al vaglio del principio della sostenibilità economica. «Ci pare fondamentale sottolineare come questo progetto sia innanzitutto prontamente realizzabile e soprattutto senza costi aggiuntivi per la sanità pubblica perché potrebbe sfruttare le strutture già presenti sul territorio e i mezzi esistenti. Il nostro obiettivo – ha dichiarato Tondini – è quello di far in modo che Tempio diventi un polo di cura del post acuzie; ciò avrebbe come ulteriore conseguenza quella di potenziare la specialistica ambulatoriale nei principali settori e il pronto soccorso. In Sardegna solo Oristano dispone di una struttura simile a quella descritta, mentre il nord e il centro della regione ne sono completamente privi». A proposito di costi e conti, “Tempio cambia” intravede anche la possibilità di ricadute positive sul territorio, augurandosi che la proposta trovi la sua giusta collocazione nel nuovo piano sanitario regionale.

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