il congresso a porto cervo
La Cisl: «Dopo la pandemia ripensiamo il modello Gallura»
OLBIA. Mirko Idili, segretario generale della Cisl Gallura, ha annunciato i temi portanti del congresso del sindacato territoriale, in programma domani dalle 9 al Conference center di Porto Cervo....
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OLBIA. Mirko Idili, segretario generale della Cisl Gallura, ha annunciato i temi portanti del congresso del sindacato territoriale, in programma domani dalle 9 al Conference center di Porto Cervo. Parteciperanno Gavino Carta, segretario regionale della Cisl, e Angelo Colombini, segretario confederale nazionale. La pandemia ha cambiato i confini del recinto economico e sociale, con la Gallura che ha saputo reagire alla crisi con più forza rispetto a tutto il contesto del nord Sardegna. Manca però un progetto organico di sviluppo. «La pandemia deve rappresentare l’occasione per ripensare, innovandolo, il modello di sviluppo della Gallura, cogliendo così le opportunità che sono a disposizione del territorio – sottolinea Mirko Idili –. A partire dalla valorizzazione di settori trainanti della nostra economia, come l'agroalimentare e, soprattutto, il turismo di qualità». Idili chiarisce la sua idea di Progetto Gallura. «È importante agire subito su quattro direttrici – continua il segretario territoriale – lavorando unitariamente su turismo, agroalimentare, infrastrutture e sistema socio sanitario. La Gallura deve interrogarsi sull’impatto generato dalla pandemia nell’economia locale. È vero che il nord est sta rispondendo meglio di altri territori, ma dobbiamo essere in grado di cogliere le opportunità. L’assenza di una “governance” territoriale ha fatto sì che nel post pandemia, quando si doveva ragionare sulla spendita delle risorse del Pnrr, il nostro territorio è rimasto fermo, non ha avuto la capacità di presentare una proposta condivisa. In Gallura è mancata del tutto la volontà di favorire un percorso partecipato capace di unire le comunità con i loro sindaci, forze sociali, università, Camera di commercio e Consorzio industriale. I temi più importanti sono stati finora parcellizzati in una visione troppo settoriale, manca la capacità di coordinarsi per pensare a un nuovo modello di sviluppo per i prossimi 10-15 anni».
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