Maxi deposito gnl EnerClima trasloca dietro Cala Saccaia
di Giandomenico Mele
Il Consorzio industriale aveva detto no al porto Cocciani Il gas arriverà su navi e poi sarà immesso in una condotta
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OLBIA. Il deposito di gas naturale liquefatto trasloca dal Molo Cocciani in un’area di fronte alla rotatoria di Cala Saccaia. Lontano a sufficienza dal porto, per non oscurare i progetti di nuovi cantieri nautici del Cipnes. Questa è stata la condizione essenziale posta dal Consorzio industriale per dare il via libera al progetto della Olbia EnerClima 2050. Il deposito, se supererà il percorso autorizzativo, sorgerà di fronte all’ultima rotatoria della strada per Pittulongu, davanti alla sede del Cipnes, a circa un chilometro e mezzo dalle banchine. Sarà un gasdotto di questa lunghezza, infatti, non interrato, ma realizzato con la tecnologia “pipe in pipe”, con una tubazione doppia, una dentro l’altra, a far arrivare il gas naturale liquefatto proveniente dalle navi metaniere fino all’impianto. Lo conferma Antonio Nicotra, responsabile del progetto di EnerClima, che spiega come il trasferimento dal precedente sito sia stato sollecitato dal Consorzio industriale dopo i dubbi sull’impatto della struttura sul golfo di Olbia.
Il trasloco. «Ci trasferiremo su un’area di sette ettari adiacente alla strada per Golfo Aranci, l’abbiamo scelta perché adatta rispetto alle distanze di sicurezza – conferma Nicotra –. Secondo il progetto il gas arriverà inizialmente su navi metaniere, poi verrà immesso in una tubazione di un chilometro e mezzo. Il sito precedente, a ridosso del Molo Cocciani, si trovava a soli 250 metri dalle banchine, dove le navi metaniere dovranno sempre mantenere la prua verso l’uscita, senza impedimenti nella baia, per garantire le condizioni di sicurezza».
Il gnl sulle navi. Sarà l’Autorità portuale a dare il via libera all’approdo delle navi metaniere, che sbarcheranno sul lato sud est di Cocciani. «Non è stato possibile avere uno spazio dedicato e in esclusiva, vista l’alta concentrazione di navi in quella zona per il traffico delle merci, ma all’inizio sbarcherà una sola nave ogni 15 giorni – spiega Nicotra –. Le metaniere arriveranno solo in una prima fase, poi l’impianto sarà alimentato dal biogas locale prodotto nella discarica consortile di Spiritu Santu».
Addio al porto Cocciani. Rinunciare a Cocciani è stato un passo obbligato. «L’area che avevamo acquistato per il deposito era stata individuata per la realizzazione di cantieri nautici, così il Cipnes ci ha chiesto di scegliere un’area diversa – spiega Antonio Nicotra –. Questa nuova area è più grande, con spazi maggiori, contiamo anche di acquistarla una volta che dovessimo portare a termine positivamente tutto l’iter autorizzativo al ministero».
La valutazione ambientale. In questo senso si dovrebbe avere qualche notizia in più intorno a metà marzo, con la convocazione della conferenza di servizi. La richiesta per la valutazione di impatto ambientale è stata depositata lo scorso mese di gennaio negli uffici del ministero per la Transizione ecologica. «Il Cipnes aveva assunto altri impegni sulle aree di Cocciani, che sono fronte mare, ora per il nuovo sito si affideranno al parere degli esperti dell’Università di Sassari per gli aspetti paesaggistici, architettonici e urbanistici. Il sindaco Settimo Nizzi ha dato il suo benestare, ma anche lui aspetta queste valutazioni tecniche – sottolinea ancora Nicotra –. Possiamo garantire che gli impianti non saranno impattanti, anche se tubazioni e terminali non si possono nascondere, devono essere fuori terra come in tutta Europa».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Il trasloco. «Ci trasferiremo su un’area di sette ettari adiacente alla strada per Golfo Aranci, l’abbiamo scelta perché adatta rispetto alle distanze di sicurezza – conferma Nicotra –. Secondo il progetto il gas arriverà inizialmente su navi metaniere, poi verrà immesso in una tubazione di un chilometro e mezzo. Il sito precedente, a ridosso del Molo Cocciani, si trovava a soli 250 metri dalle banchine, dove le navi metaniere dovranno sempre mantenere la prua verso l’uscita, senza impedimenti nella baia, per garantire le condizioni di sicurezza».
Il gnl sulle navi. Sarà l’Autorità portuale a dare il via libera all’approdo delle navi metaniere, che sbarcheranno sul lato sud est di Cocciani. «Non è stato possibile avere uno spazio dedicato e in esclusiva, vista l’alta concentrazione di navi in quella zona per il traffico delle merci, ma all’inizio sbarcherà una sola nave ogni 15 giorni – spiega Nicotra –. Le metaniere arriveranno solo in una prima fase, poi l’impianto sarà alimentato dal biogas locale prodotto nella discarica consortile di Spiritu Santu».
Addio al porto Cocciani. Rinunciare a Cocciani è stato un passo obbligato. «L’area che avevamo acquistato per il deposito era stata individuata per la realizzazione di cantieri nautici, così il Cipnes ci ha chiesto di scegliere un’area diversa – spiega Antonio Nicotra –. Questa nuova area è più grande, con spazi maggiori, contiamo anche di acquistarla una volta che dovessimo portare a termine positivamente tutto l’iter autorizzativo al ministero».
La valutazione ambientale. In questo senso si dovrebbe avere qualche notizia in più intorno a metà marzo, con la convocazione della conferenza di servizi. La richiesta per la valutazione di impatto ambientale è stata depositata lo scorso mese di gennaio negli uffici del ministero per la Transizione ecologica. «Il Cipnes aveva assunto altri impegni sulle aree di Cocciani, che sono fronte mare, ora per il nuovo sito si affideranno al parere degli esperti dell’Università di Sassari per gli aspetti paesaggistici, architettonici e urbanistici. Il sindaco Settimo Nizzi ha dato il suo benestare, ma anche lui aspetta queste valutazioni tecniche – sottolinea ancora Nicotra –. Possiamo garantire che gli impianti non saranno impattanti, anche se tubazioni e terminali non si possono nascondere, devono essere fuori terra come in tutta Europa».
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