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Olbia

L’Aspo alla Regione: stessi fondi del 2009 ma la città è cresciuta

di Giandomenico Mele
L’Aspo alla Regione: stessi fondi del 2009 ma la città è cresciuta

Le risorse sono inadeguate a soddisfare le mutate esigenze Il caso Mater Olbia: manca una linea dedicata per l’ospedale

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OLBIA. Un contratto di servizio del trasporto pubblico locale vecchio di dodici anni, che a Olbia viaggia ancora più lento. In pratica, l’Aspo corre, ma nell’ultimo contratto di servizio sottoscritto con le aziende di trasporto pubblico locale, la Regione ha riconosciuto gli stessi chilometri di quello precedente, siglato nel 2009, insufficiente a garantire i servizi. Un problema per una città come Olbia, che cresce mediamente di mille abitanti l’anno.

I numeri. «Statistiche alla mano, Olbia cresce di mille abitanti l’anno, senza contare che risultano almeno altri 20 mila non residenti che vivono stabilmente in città – spiega Massimo Putzu, presidente dell’Aspo, l’azienda che gestisce il trasporto pubblico locale –. L’assessorato regionale ai Trasporti ci ha riconosciuto un milione 400 mila chilometri per il contributo pubblico relativo al contratto di servizio. Dobbiamo stare dentro questo limite di percorrenza, ogni chilometro in più lo paghiamo noi». Basti pensare che nel 2019 gli autobus Aspo hanno percorso 220 mila chilometri in più rispetto ai chilometri l’anno previsti nel contratto. Significa 450 mila euro di spesa, garantiti dalle casse dell’Aspo per consentire alla popolazione di Olbia di usare i mezzi pubblici. «In questi anni abbiamo stretto i denti, con le risorse attinte ai nostri bilanci abbiamo percorso oltre 150 mila chilometri per bus in più all’anno per abitante, rispetto alla quota massima di un milione 400 mila – conferma Putzu –. Parliamo di circa 300 mila euro l’anno a carico nostro, che in 5 anni fanno oltre un milione e mezzo di euro. Non siamo più in grado di farlo, per questo cerchiamo di ridurre gli impatti dei limiti alla percorrenza delle linee».

Le distanze. Per la Regione è come se Olbia fosse rimasta ferma al 2009, quando già riceveva un trattamento iniquo rispetto a Cagliari. In base alla quota di chilometri massimi previsti dal contributo pubblico, l’Aspo dovrebbe percorrere 22 chilometri per bus l’anno per abitante. Il Ctm di Cagliari ha un rapporto di 38 chilometri per bus per abitante. Utilizzando gli stessi criteri, sulla base dei rispettivi abitanti, Olbia dovrebbe avere circa un milione di chilometri in più all’anno. Senza contare che i dati sui residenti di Olbia sono bloccati sulla cifra “ufficiale” di 61 mila residenti. Invece, dalle ultime rilevazioni della Camera di commercio risulta che Olbia abbia una media annuale di 83.500 abitanti effettivi, senza contare l’estate, quando la città supera anche i 120 mila abitanti.

Contratto di servizio. L’Aspo gestirà il trasporto pubblico locale di Olbia per altri due anni. La giunta regionale ha deciso per la proroga dei contratti di servizio per altri 24 mesi, a partire dallo scorso dicembre. All’orizzonte si profila la possibilità di un bando internazionale, aperto a player nazionali ed europei. La seconda opzione sarebbe un affidamento diretto del servizio. In entrambi i casi l’Aspo è pronta a concorrere. Il problema si pone sul breve e medio periodo, con le difficoltà di garantire la sostenibilità economica del servizio. «Dal 2009 sono cambiate tante cose, pensiamo al servizio di trasporto per il Mater Olbia, che allora non c’era – conclude il presidente –. L’ospedale, al momento, non ha un servizio calibrato sulle sue necessità, visto che l’attuale linea per il Lido del Sole non soddisfa i bisogni dei passeggeri».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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