La Nuova Sardegna

Olbia

«Funtana Eccia a rischio erosione»

di Sebastiano Depperu
«Funtana Eccia a rischio erosione»

L’allarme dello studioso Mario Piga per la spiaggia dell’Isola Rossa: disastro da evitare

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ISOLA ROSSA. Come previsto gli effetti delle correnti che scorrono lungo il canale tra il porto e l'isolotto all'Isola Rossa, stanno continuando ad erodere la spiaggia di Funtana Eccia o Lunga, trasportandosi dietro tutto quello che incontrano sulla loro strada. Occorrerebbe più lungimiranza per anticipare i danni attuali, ma anche quello che potrà accadere nei prossimi anni sia alla spiaggia di neo formazione che a quella più antica, che sta subendo modifiche difficili da riattivare. Intanto, la giovane spiaggia, crescendo in profondità e altezza, sta seppellendo e facendo scomparire l'insenatura di "Li Laccheddi". Una spiaggetta chiamata anche "Spiagghja di l'Agghjesi”, poiché frequentata prevalentemente da abitanti del paese gallurese.

A segnalarlo è lo studioso Mario Piga. «Il miscuglio di Posidonia, prelevata da vecchi cumuli accantonati anni fa a ridosso di quella più grande insieme alla sabbia rimasta - dice - hanno dato più forza e intensità all’accelerazione delle trasformazioni delle due insenature. Intanto molti plaudono contenti per la crescita inaspettata di quella recente a discapito di quella più antica, ignorando probabilmente il guasto che col tempo verrà arrecato al luogo turistico, alle strutture alberghiere e condominiali che sopravvivono, grazie alla bellezza del posto. Sono ormai recenti le notizie secondo le quali a breve occorrerà drenare l’ingresso del porto, poiché a causa della sabbia trasportata dalle onde i fondali sono meno profondi e poco praticabili». Piga aggiunge: «Illudersi poi che la crescita di quella di nuova formazione, porterebbe un raddoppio della fruizione di tali luoghi, rimane utopistico poiché già adesso la vicinanza dei veicoli a motore, renderà non balneabile questo tratto di sabbia, seppur all’apparenza bellissimo, perché la puzza di gasolio imperante soprattutto ad agosto e le prime macchie di carburante affioranti, costringeranno le istituzioni a impedirne l’accesso. Diventa quindi preminente intervenire in tempi brevi, per salvaguardare innanzitutto l’estinzione della spiaggia più grande, dove vi sono attività commerciali e case, esposte al rischio dell’erosione sempre più antistante. Esistono studi di professionisti affermati tesi ad arginare tale disastro - chiude Mario Piga -, si dia luogo senza esitazione a tale progetto prima che sia troppo tardi».

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