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Olbia

Malati di fegato e celiaci ancora senza assistenza

Malati di fegato e celiaci ancora senza assistenza

Chiuso da due mesi l’ambulatorio del Giovanni Paolo II: non c’è la specialista Centinaia di pazienti del Logudoro e della Gallura protestano: «Disagi infiniti»

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OLBIA. Per le persone con problemi al fegato e per i celiaci il disagio continua. Il loro ambulatorio di riferimento, all’ospedale Giovanni Paolo II, è chiuso da due mesi perché l’unica epatologa che si occupava di centinaia di pazienti è stata trasferita in Medicina. Un reparto in affanno totale, è vero, dove la mancanza di personale si fa sentire in modo pesantissimo. Ma nello stesso tempo è stato interrotto un servizio ambulatoriale fondamentale soprattutto per i pazienti fragili. Molti dei quali arrivavano, tra l’altro, anche da Ozieri, Berchidda, Monti, Arzachena e La Maddalena. Proprio nei giorni scorsi un anziano ozierese aveva protestato in modo duro: «Io soffro di epatite di tipo B - aveva raccontato - e devo rimanere sempre sotto controllo con esami periodici che, in questo momento, non so dove fare. Non solo. A causa della chiusura dell’ambulatorio dell’ospedale di Olbia, non posso nemmeno presentarmi nella farmacia territoriale a ritirare la mia medicina: un salvavita che, privatamente, mi costerebbe 400 euro».

Il problema di un’assistenza interrotta era stato sollevato in più riprese pure da diversi pazienti olbiesi. «Anche perché tutti coloro che devono convivere con le diverse patologie che interessano il fegato – ha ribadito una giovane donna - non hanno alternative. Una volta chiuso l’ambulatorio dell’epatologa, ho dovuto prendere un appuntamento in privato a Sassari. Siamo consapevoli della grave carenza di personale di cui soffre il nostro ospedale, ma anche noi abbiamo tutto il diritto di essere curati».

Tra l’altro la stessa dottoressa trasferita in Medicina si occupava anche di persone che soffrono di celiachia. «Proprio come me - ricorda una ragazza che aveva già fatto sentire la sua voce -. Avevo scoperto che la specialista non c’era più solo quando mi avevano chiamata dal poliambulatorio per farmi sapere che la mia visita sarebbe saltata. Inizialmente credevo che la specialista fosse mancata per motivi di salute ma quando sono passati i giorni e non ho più sentito nessuno, ho chiamato e sono stata informata della chiusura dell’ambulatorio. Sì, ci hanno rinnovato i buoni per la celiachia, e questo va bene, ma noi abbiamo bisogno della nostra dottoressa e soprattutto di certezze». La speranza di molti pazienti è che l’ambulatorio, dopo due mesi di stop, possa riprendere a funzionare almeno qualche giorno la settimana. (s.p.)

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