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Olbia

Endoscopia solo le prestazioni urgenti

Endoscopia solo le prestazioni urgenti

Il consigliere regionale Li Gioi: «Manca il personale e le prenotazioni sono chiuse» 

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OLBIA. «Subito un centro di endoscopia per la Gallura», dice il consigliere regionale olbiese Roberto Li Gioi (M5s) presentando una mozione che impegna il presidente Solinas e l’assessore alla Sanità Nieddu a creare le condizioni per l’istituzione, all'ospedale Giovanni Paolo II, di un centro di endoscopia digestiva in grado di offrire prestazioni continuative ai pazienti della provincia. Tutto ciò perché, come dice lo stesso Li Gioi: «Se fino a due anni fa nell'ambulatorio di endoscopia digenstiva dell'ospedale di Olbia, aperto cinque giorni a alla settimana, all’interno del reparto di medicina, venivano eseguiti dieci esami al giorno, oggi l'attività è limitata alle sole visite d'urgenza. Le prenotazioni tramite Cup sono infatti chiuse alle visite di controllo e di prevenzione». «La carenza di personale medico, aggravatasi in periodo di pandemia – aggiunge il consigliere regionale – ha interessato in modo pesante l'attività dell'ambulatorio e gli strascichi sono importanti ancora oggi, due anni dopo l'inizio dell'emergenza».

Attualmente l'attività viene portata avanti da un solo medico che esegue gli esami urgenti la mattina compatibilmente con la sua attività ordinaria in reparto. «Questa drastica riduzione del numero delle prestazioni – dice Li Gioi – ha ripercussioni gravissime per i pazienti galluresi che si rivolgono alla struttura e che per una visita sono costretti a recarsi all'ospedale Paolo Dettori di Tempio o al Mater Olbia, dove vengono eseguite prestazioni in convenzione, tuttavia con tempistiche inadeguate». «A Tempio, infatti – aggiunge – l'ambulatorio di endoscopia è aperto solo di mattina, lunedì, mercoledì e venerdì, ed è gestito da soli due medici che eseguono 18 esami a settimana incluso lo screening dei tumori. Mentre al Mater Olbia, prenotando oggi, il primo appuntamento utile viene fissato a metà settembre. La Regione deve garantire a tutti i sardi il diritto alla salute e la parità di trattamento nell’accesso alle cure, mediante l’erogazione sul territorio di servizi sanitari omogenei e adeguati al fabbisogno territoriale».

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