Turismo archeologico, spunta una nuova piazza
di Pietro Zannoni
È stata realizzata davanti al sito nuragico di Monti di Deu, prossimo obiettivo la stazioncina di Nuchis
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CALANGIANUS. Davanti al sito nuragico di Monti di Deu sta per essere scritta una nuova storia. Proprio ad alcune centinaia di metri dalla tomba dei giganti di Pascareddha, in località Badumela, è nata una piazza. È stata realizzata dove, all’inizio del 1800, nei prati circostanti l’omonimo rio, le comunità di Nuchis e Calangianus erano solite introdurre, in autentico regime di promiscuità, il bestiame manso e rude dei popolani, causa di non pochi gravi incidenti con i proprietari del tempo. La nuova piazza, al centro di un mare di verde, nelle speranze degli amministratori dovrà essere il punto di ritrovo per le comitive di turisti che visiteranno la Tomba di giganti di Pascareddha, il Nuraghe Agnu, la Funtana di li paladini ma anche per gli escursionisti che vorranno raggiungere e percorrere il tratto della ex ferrovia per Monti che porta a Li Conchi sul Limbara. La piazza può essere il punto d’incontro del progetto, in fase di ultimazione, del Piano strategico territoriale per il Limbara voluto dall’Unione dei comuni dell’Alta Gallura e realizzato secondo le idee del gruppo Proap (guidato dall’architetto paesaggista portoghese João Nunes) e quello della “Via del Lago” che parte dal Rio San Paolo e porta al Liscia (in questo caso il progetto è stato curato dall’architetto Piero Corda). Questo prevede oltre la piazza, il restauro della stazioncina di Nuchis che sarà valorizzata attorno con apposite aiuole ove cresceranno essenze naturali locali. Da qui partirà il trenino verde per raggiungere il Lago del Liscia attraversando boschi, terre di moderni vigneti ed antichi stazzi. La piazza, ora bitumata, ha un fondo in ghiaino lavato con alcune gradinate per consentire ai convenuti di assistere a manifestazioni culturali e degustazione di prodotti locali ed apprezzati ed eleganti sedili in granito per godersi l’amenità del luogo.
Sono già funzionanti le telecamerte di videosorveglianza alimentate da pannelli solari Due i percorsi. Uno verso il Limbara ed un altro verso il lago del Liscia, che sfidano il presente e che hanno la pretesa di realizzare qualcosa che vuole guardare lontano: togliere innanzitutto il Limbara, dall’isolamento e creare prospettive di occupazione per i giovani .
«È un progetto che prende sempre più corpo - dice il sindaco Albieri -. C’è stato un finanziamento cospicuo di un milione e 400mila euro per il sentiero per li Conchi verso il Limbara e di 400mila euro per la via del Lago, progetti diventati ormai realtà e che daranno certezze per il futuro. Sì, perché offriranno al nostro territorio nuove possibilità di lavoro nel momento in cui predisporremo servizi per l’accoglienza ed il ristoro. Nell’atto aggiuntivo che presenteremo è stata inserita anche una scheda per il recupero degli edifici della vecchia stazione di Nuchis in modo da creare un ostello della gioventù. Insomma, sfruttando le potenzialità del sito archeologico di Monti di Deu e quelle del Museo del sughero, che verrà aperto molto presto, possiamo davvero guardare lontano».
Sono già funzionanti le telecamerte di videosorveglianza alimentate da pannelli solari Due i percorsi. Uno verso il Limbara ed un altro verso il lago del Liscia, che sfidano il presente e che hanno la pretesa di realizzare qualcosa che vuole guardare lontano: togliere innanzitutto il Limbara, dall’isolamento e creare prospettive di occupazione per i giovani .
«È un progetto che prende sempre più corpo - dice il sindaco Albieri -. C’è stato un finanziamento cospicuo di un milione e 400mila euro per il sentiero per li Conchi verso il Limbara e di 400mila euro per la via del Lago, progetti diventati ormai realtà e che daranno certezze per il futuro. Sì, perché offriranno al nostro territorio nuove possibilità di lavoro nel momento in cui predisporremo servizi per l’accoglienza ed il ristoro. Nell’atto aggiuntivo che presenteremo è stata inserita anche una scheda per il recupero degli edifici della vecchia stazione di Nuchis in modo da creare un ostello della gioventù. Insomma, sfruttando le potenzialità del sito archeologico di Monti di Deu e quelle del Museo del sughero, che verrà aperto molto presto, possiamo davvero guardare lontano».
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