L’Olbia dà un calcio alla guerra
di Paolo Ardovino
La società e “Pas de mer” lanciano una maglia con il simbolo della pace. Il ricavato a Save the children
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OLBIA. Tornare all’essenziale, al simbolo della pace sotto cui rendersi davvero utili. Per la causa ucraina, l’Olbia calcio e il brand olbiese di moda Pas de mer hanno ideato una nuova maglia da gara a edizione limitata guardando alla solidarietà: il ricavato verrà interamente devoluto a Save the children nell’ambito fondo emergenziale messo su per i minori ucraini in fuga dal proprio paese.
L’iniziativa. Il simbolo della pace al posto del nome e la scritta “Peace” al posto del canonico numero di gioco sono presenti in una delle tre versioni della divisa, lanciata ieri ufficialmente. Prodotta da Eyesport e disegnata dalle mani olbiesi di Pas de mer, è già in pre-vendita a scopo benefico sui canali online del brand e della squadra di calcio della città. Secondo tre versioni: una con la scritta “Olbia” stilizzata nella parte anteriore e qualche rivisitazione stilistica rispetto alla consueta divisa usata durante la stagione corrente; e i calciatori la utilizzeranno realmente in campo ad aprile in occasione di una partita di campionato di serie C, ancora da decidere quale. Le altre due versioni sono personalizzabili, una con il proprio nome e numero e l’altra, appunto, con il simbolo della pace.
Aiuti al confine. In fase di produzione, le divise sono a numero limitato e il ricavato andrà all’organizzazione internazionale Save the children, i cui operatori sono impegnati nell’intervento ai confini con l’Ucraina. In particolare, distribuendo cibo, acqua e prodotti igienici ai rifugiati che arrivano al confine tra Romania e Ucraina e nei centri di accoglienza. In Polonia e Romania, inoltre, fornendo servizi di protezione dell'infanzia. La stima attuale tra i rifugiati in fuga dalla guerra è di circa un milione di bambini, e in particolare crescono i casi in cui arrivano alle frontiere senza le famiglie.
Moda e calcio. «Siamo contenti di di poter legare la nostra collaborazione a un’iniziativa – spiega Matteo Sechi, responsabile marketing e comunicazione del club cittadino – finalizzata a dare un aiuto concreto all’attività di Save the children per i bambini ucraini, le cui vite sono state stravolte dalla tragedia della guerra. Ringrazio il nostro sponsor tecnico per il supporto nella produzione, e la maglia rappresenta un oggetto da collezione unico e di valore artistico legato inscindibilmente alla causa che intende promuovere». «Considerate le vicende attuali, vederla indossata dai ragazzi che scenderanno in campo ci rende ancora di più onorati, data l’importanza benefica dell’iniziativa» rispondono Andrea Buselli e Luca Pirina, i volti olbiesi di Pas de mer, che descrivono la divisa: «Nasce con l’idea di riportare in vita lo stile delle maglie anni 80-90. Gli elementi maggiormente iconici del tocco vintage sono la presenza del colletto, i numeri e nomi dei giocatori in versione bold, ma soprattutto un pattern grafico con effetto “vedo non vedo” in all over su tutta la maglia». In piccolo nella parte alta del retro anche «un verso della canzone S’indattaraiu che vuole essere un augurio in perpetuum per la nostra Olbia: salude e gloria, ja ti podes meritare».
L’iniziativa. Il simbolo della pace al posto del nome e la scritta “Peace” al posto del canonico numero di gioco sono presenti in una delle tre versioni della divisa, lanciata ieri ufficialmente. Prodotta da Eyesport e disegnata dalle mani olbiesi di Pas de mer, è già in pre-vendita a scopo benefico sui canali online del brand e della squadra di calcio della città. Secondo tre versioni: una con la scritta “Olbia” stilizzata nella parte anteriore e qualche rivisitazione stilistica rispetto alla consueta divisa usata durante la stagione corrente; e i calciatori la utilizzeranno realmente in campo ad aprile in occasione di una partita di campionato di serie C, ancora da decidere quale. Le altre due versioni sono personalizzabili, una con il proprio nome e numero e l’altra, appunto, con il simbolo della pace.
Aiuti al confine. In fase di produzione, le divise sono a numero limitato e il ricavato andrà all’organizzazione internazionale Save the children, i cui operatori sono impegnati nell’intervento ai confini con l’Ucraina. In particolare, distribuendo cibo, acqua e prodotti igienici ai rifugiati che arrivano al confine tra Romania e Ucraina e nei centri di accoglienza. In Polonia e Romania, inoltre, fornendo servizi di protezione dell'infanzia. La stima attuale tra i rifugiati in fuga dalla guerra è di circa un milione di bambini, e in particolare crescono i casi in cui arrivano alle frontiere senza le famiglie.
Moda e calcio. «Siamo contenti di di poter legare la nostra collaborazione a un’iniziativa – spiega Matteo Sechi, responsabile marketing e comunicazione del club cittadino – finalizzata a dare un aiuto concreto all’attività di Save the children per i bambini ucraini, le cui vite sono state stravolte dalla tragedia della guerra. Ringrazio il nostro sponsor tecnico per il supporto nella produzione, e la maglia rappresenta un oggetto da collezione unico e di valore artistico legato inscindibilmente alla causa che intende promuovere». «Considerate le vicende attuali, vederla indossata dai ragazzi che scenderanno in campo ci rende ancora di più onorati, data l’importanza benefica dell’iniziativa» rispondono Andrea Buselli e Luca Pirina, i volti olbiesi di Pas de mer, che descrivono la divisa: «Nasce con l’idea di riportare in vita lo stile delle maglie anni 80-90. Gli elementi maggiormente iconici del tocco vintage sono la presenza del colletto, i numeri e nomi dei giocatori in versione bold, ma soprattutto un pattern grafico con effetto “vedo non vedo” in all over su tutta la maglia». In piccolo nella parte alta del retro anche «un verso della canzone S’indattaraiu che vuole essere un augurio in perpetuum per la nostra Olbia: salude e gloria, ja ti podes meritare».
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