«Non ci sono pericoli per la sicurezza del Costa Smeralda»
OLBIA. Le vere ragioni di Geasar, che oltre alla sicurezza aeroportuale avrebbe inteso tutelare anche un proprio interesse economico, emergerebbero dalla stessa motivazione della sentenza del Tar....
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OLBIA. Le vere ragioni di Geasar, che oltre alla sicurezza aeroportuale avrebbe inteso tutelare anche un proprio interesse economico, emergerebbero dalla stessa motivazione della sentenza del Tar. “Preliminarmente occorre evidenziare che Geasar riveste, in questa causa, il ruolo di soggetto controinteressato, in quanto portatore di forti interessi economici in contrasto con quelli della ricorrente, in quanto anche tale società Geasar gestisce, a pagamento, parcheggi e servizi di ristorazione posti in area aeroportuale, limitrofa a quella Ine”, sottolineava la sentenza del tribunale amministrativo. Molto si è poi giocato sul parere del Comitato di sicurezza aeroportuale, che si pronunciò su questioni di sicurezza che riguardano l'aeroporto. Il Comitato diede delle indicazioni che l'Enac poi accolse. Il Tar in questo senso è stato chiaro: “Non risulta adeguatamente approfondito e ben motivato il profilo concernente la sussistenza, in concreto, di un effettivo rischio per la “sicurezza aeronautica” che il provvedimento vorrebbe, peraltro in modo generico, tutelare – si legge nel dispositivo –. Si consideri che l'accesso, benché posto al confine tra l'area privata e l'area demaniale, è esterno all'area aeroportuale. Inoltre tutti gli accessi all'aeroporto, diretti a consentire l'ingresso delle auto e dei pedoni all'area parcheggi e al Terminal partenze ed arrivi, sono del tutto privi di qualsivoglia barriera e tanto meno sono dotati di “rete perimetrale” come asserisce la Geasar. Come del resto è inevitabile, non potendosi certo incanalare il traffico veicolare e pedonale di oltre due milioni di persone all'interno di un percorso provvisto di barriere o controlli individuali”. (g.d.m.)
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