Il carburante costa troppo in ginocchio anche i rider
di Paolo Ardovino
Alla protesta degli autotrasportatori ora si aggiunge quella dei corrieri in città La dura vita degli addetti alle consegne: solo spese per 11 ore no stop nel traffico
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OLBIA. Il rincaro sui prezzi di benzina e diesel ha cambiato la quotidianità di chi con i mezzi ci lavora ogni giorno. Alle proteste degli autotrasportatori si unisce la voce dei rider. Abituati a girare le vie della città sotto le insegne dei colossi del delivery Glovo e Deliveroo, adesso la voce “rifornimento”, per loro che guidano auto e scooter per tante ore in mezzo al traffico, rischia di travolgere i guadagni.
La crisi. Un periodo nero che si aggiunge a paghe generali in discesa, per questo i rider di Olbia si sono uniti nella decisione di uno sciopero generale. Ieri era impossibile ordinare cibo a domicilio attraverso le app. In serata, poi, si sono ritrovati sul viale Isola Bianca per un appello. «Da quando benzina e inflazione hanno iniziato la loro impennata, gran parte delle ore lavorative servono quasi solo a ripagare le spese fisse delle nostre partite iva e il carburante – ha spiegato il gruppo Rider union Olbia –. Succede mentre i prezzi dei beni di prima necessità e il costo della vita in generale sono in aumento, parallelamente agli ordini che diminuiscono a causa del minore potere di acquisto delle famiglie. Tutto questo per noi è insostenibile e ben presto saremo costretti a chiudere le nostre partite iva per non doverci ritrovare con dei debiti nati per lavorare e aver provato a rendere dignitosa la nostra vita. Speriamo che la nostra categoria, trattata come ultima ruota del carro, non venga sepolta e dimenticata nell’indifferenza generale».
Rifornire. In rappresentanza dei rider olbiesi, Carlo Deiana, 25 anni, fa maggiore chiarezza sulla situazione attuale: «Il punto è che l’incremento dei prezzi è avvenuto all’improvviso, da un giorno all’altro», questo ha spiazzato gli addetti alle consegne. In una giornata arrivano anche a undici ore no stop – nel periodo invernale, quasi tutti optano per l’auto a dispetto della moto. «Prima con la benzina a 1,8 euro al litro posso stimare una spesa giornaliera, specie nel fine settimana, attorno ai 30 euro. Adesso rifornire incide molto di più. Non sembra, ma nel traffico il consumo del carburante è maggiore».
Sciopero e protesta. Di male in peggio, la mazzata arriva dopo che Glovo aveva deciso di abbassare le paghe, «in risposta abbiamo stabilito due giorni di sciopero». Ma ieri è arrivato il dietrofront dell’azienda spagnola. Quindi anche loro oggi torneranno a consegnare. Dopo aver sostenuto gli autotrasportatori all’Isola Bianca portando loro pasti caldi in collaborazione con la Metropizzeria, ieri i rider sono tornati al porto in auto, uno dietro l’altro, in protesta. «Per alcuni è un’occupazione secondaria, per arrotondare, ma tanti altri tra noi – dice Carlo – ormai lo fanno come mestiere».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
La crisi. Un periodo nero che si aggiunge a paghe generali in discesa, per questo i rider di Olbia si sono uniti nella decisione di uno sciopero generale. Ieri era impossibile ordinare cibo a domicilio attraverso le app. In serata, poi, si sono ritrovati sul viale Isola Bianca per un appello. «Da quando benzina e inflazione hanno iniziato la loro impennata, gran parte delle ore lavorative servono quasi solo a ripagare le spese fisse delle nostre partite iva e il carburante – ha spiegato il gruppo Rider union Olbia –. Succede mentre i prezzi dei beni di prima necessità e il costo della vita in generale sono in aumento, parallelamente agli ordini che diminuiscono a causa del minore potere di acquisto delle famiglie. Tutto questo per noi è insostenibile e ben presto saremo costretti a chiudere le nostre partite iva per non doverci ritrovare con dei debiti nati per lavorare e aver provato a rendere dignitosa la nostra vita. Speriamo che la nostra categoria, trattata come ultima ruota del carro, non venga sepolta e dimenticata nell’indifferenza generale».
Rifornire. In rappresentanza dei rider olbiesi, Carlo Deiana, 25 anni, fa maggiore chiarezza sulla situazione attuale: «Il punto è che l’incremento dei prezzi è avvenuto all’improvviso, da un giorno all’altro», questo ha spiazzato gli addetti alle consegne. In una giornata arrivano anche a undici ore no stop – nel periodo invernale, quasi tutti optano per l’auto a dispetto della moto. «Prima con la benzina a 1,8 euro al litro posso stimare una spesa giornaliera, specie nel fine settimana, attorno ai 30 euro. Adesso rifornire incide molto di più. Non sembra, ma nel traffico il consumo del carburante è maggiore».
Sciopero e protesta. Di male in peggio, la mazzata arriva dopo che Glovo aveva deciso di abbassare le paghe, «in risposta abbiamo stabilito due giorni di sciopero». Ma ieri è arrivato il dietrofront dell’azienda spagnola. Quindi anche loro oggi torneranno a consegnare. Dopo aver sostenuto gli autotrasportatori all’Isola Bianca portando loro pasti caldi in collaborazione con la Metropizzeria, ieri i rider sono tornati al porto in auto, uno dietro l’altro, in protesta. «Per alcuni è un’occupazione secondaria, per arrotondare, ma tanti altri tra noi – dice Carlo – ormai lo fanno come mestiere».
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