Le ultime note del sassofonista Tony Marino
Il musicista olbiese, classe 1932, è scomparso ieri. Dal Messico a Porto Cervo: una vita per i concerti
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OLBIA. Il ciuffo nero man mano diventato bianco. E poi il suo inseparabile sax, quasi una prosecuzione delle mani e del cuore. Tony Marino ha vissuto per la musica e la musica lo aveva reso un qualcuno. Aveva girato il mondo, dalla Svezia al Brasile, e in Costa Smeralda aveva suonato per gli uomini più facoltosi del pianeta. Classe 1932, olbiese, Tony Marino è scomparso ieri pomeriggio. La notizia della sua morte, annunciata sui social, ha gettato nello sconforto chi gli era amico e chi amava incantarsi davanti al suo sax. «Iniziai a suonare da ragazzino, con la banda – aveva raccontato anni fa in una intervista alla Nuova Sardegna –. Cominciai con il quartino, poi passai al sax. Più avanti, la partenza per il militare. Lì fondai una prima band e più tardi nacquero i 5 Joe. Arrivammo anche in Scandinavia. Poi il gruppo si sciolse, quindi io andai a suonare a Copenaghen insieme a una cantante che sarebbe diventata la donna di Sean Connery». Quindi il rientro in Italia, a Milano, tra night club e hotel extralusso. Sempre spaziando dal blues alla musica leggera italiana. E poi ancora fuori. «In Messico mi esibivo tutte le sere con un mio spettacolo per la tv nazionale – raccontava Marino –. Incisi anche due dischi che fecero un certo successo in Argentina e Brasile. Del successo, però, lo scoprii soltanto più tardi. Non ci ho guadagnato nulla». Infine il ritorno nella sua Gallura, dove entrò nel gruppo dei Colors e per più di trent'anni fu il protagonista dei concerti nei lussuosi alberghi della Costa Smeralda, dal Cala di Volpe all'hotel Cervo. «Adesso è più o meno tutto finito. Però negli anni ho conosciuto davvero tanti personaggi del jet set – diceva il sassofonista –. Ho suonato con tante orchestre e numerosi musicisti, anche olbiesi. Ricordo che un pezzo grosso della Coca Cola si innamorò della mia musica. E chiese addirittura cento copie di un mio disco». Tony Marino, padre di Nardo, giornalista e deputato, ha continuato a suonare finché la salute glielo ha permesso. Di recente, aveva partecipato alle serate revival dedicate ai gruppi olbiesi degli anni Sessanta e Settanta ed era anche tornato a suonare nelle piazze insieme all’amico Tony De Rosas, un altro simbolo dell’olbiesità fatta pentagramma. Fino all’ultimo Tony Marino ha pensato alla musica. In un post su Facebook digitato l’11 marzo, aveva scritto: «Sto pensando al mio sax che non suono da tempo, a coloro che amo, ai miei amici che vorrei rivedere tutti, alla mia Olbia che non vedo da tempo. Sentir suonare la banda come alla festa di San Simplicio, vedere il mare e Tavolara. Chiudo gli occhi e sogno tutto questo e sono di nuovo Tony Marino come ero...». In un altro post, ormai consapevole di essere arrivato alla fine dei suoi giorni, Marino aveva scritto: «Qualunque sia stato il percorso, una certezza sola: lascerò i miei cari, la mia Olbia e tutti gli amici che ricordo uno ad uno con il cuore pieno d'infinito amore, riconoscenza e gratitudine». I suoi funerali saranno celebrati questo pomeriggio, alle 16, nella chiesa della Sacra Famiglia. (d.b.)
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