Abusò di un minore a Porto Cervo, sarà processato
L'imputato è Ricardo Pena Zuniga, conduttore televisivo noto in Perù
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PORTO CERVO. In Perù Ricardo Pena Zuniga, 34 anni, è un personaggio televisivo molto noto. Ieri mattina il gup Caterina Interlandi, accogliendo la richiesta del pubblico ministero Nadia La Femina, lo ha rinviato a giudizio. Zuniga sarà processato nel tribunale di Tempio con l’accusa di violenza sessuale. Al conduttore televisivo, la Procura contesta un episodio di violenza sessuale nei confronti di un minore che sarebbe avvenuta a Porto Cervo durante una vacanza, nella notte tra il 29 e il 30 luglio 2020.
Secondo le accuse, Zuniga avrebbe abusato del ragazzino dopo averlo indotto a bere numerosi bicchieri di alcolici approfittando, quindi, del suo stato di alterazione psicofisica. Gli avrebbe fatto bere almeno otto, nove bicchieri di Coca Cola in cui aveva preventivamente versato dello Champagne, oltre a tre bicchieri di Spritz e del vino Rosè. La presunta violenza sessuale sarebbe avvenuta durante la notte nell’albergo dove alloggiavano insieme alla famiglia del ragazzino. Dopo un primo momento di choc per la paura, il minore aveva reagito, riuscendo a divincolarsi dall’uomo. Accuse fermamente smentite dal conduttore televisivo. «Nel processo dimostreremo che sono infondate: l’accusa si basa su dichiarazioni della parte offesa, senza riscontri», dice il difensore dell’imputato, l’avvocato Giovanni Rassu, che in udienza ha chiesto al gup il non luogo a procedere perché il fatto non sussiste.
La presunta vittima, ora maggiorenne, è assistita dall’avvocato Francesca Peyron del Foro di Torino (sostituita oggi in udienza dall’avvocato Marco Pettita). (t.s.)
Secondo le accuse, Zuniga avrebbe abusato del ragazzino dopo averlo indotto a bere numerosi bicchieri di alcolici approfittando, quindi, del suo stato di alterazione psicofisica. Gli avrebbe fatto bere almeno otto, nove bicchieri di Coca Cola in cui aveva preventivamente versato dello Champagne, oltre a tre bicchieri di Spritz e del vino Rosè. La presunta violenza sessuale sarebbe avvenuta durante la notte nell’albergo dove alloggiavano insieme alla famiglia del ragazzino. Dopo un primo momento di choc per la paura, il minore aveva reagito, riuscendo a divincolarsi dall’uomo. Accuse fermamente smentite dal conduttore televisivo. «Nel processo dimostreremo che sono infondate: l’accusa si basa su dichiarazioni della parte offesa, senza riscontri», dice il difensore dell’imputato, l’avvocato Giovanni Rassu, che in udienza ha chiesto al gup il non luogo a procedere perché il fatto non sussiste.
La presunta vittima, ora maggiorenne, è assistita dall’avvocato Francesca Peyron del Foro di Torino (sostituita oggi in udienza dall’avvocato Marco Pettita). (t.s.)
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