A 300 km all’ora sulla Olbia Sassari con la Ferrari
Indagato l’automobilista, prosciolti dalle accuse due agenti della polizia stradale
OLBIA. Un video postato su Youtube mostrava una Ferrari che sfrecciava a 300 chilometri sulla Olbia Sassari all’altezza di Enas. Alla guida del bolide Elia Cavazzuti, 31 anni, nato in Germania e residente in quel periodo (2018) a Olbia, un giovane venditore di fuoriserie noto alle cronache, finito qualche anno fa al centro di un’inchiesta della guardia di finanza di Sassari che lo aveva denunciato per una mega evasione fiscale da 4 milioni e mezzo di euro e sequestrato otto auto di lusso su disposizione del tribunale di Cagliari. Anche quel video postato su Youtube dallo stesso Cavazzuti (e rimosso poco dopo), è finito in un’inchiesta.
Sotto accusa, insieme a lui, anche due uomini della polizia stradale in servizio a Olbia. Le accuse nei loro confronti sono cadute ieri in udienza preliminare, mentre la posizione di Cavazzuti, difeso dall’avvocato Gerardo Giacu, è stata stralciata: il 31enne dal piede pesante sull’acceleratore – le sue evoluzioni avevano lasciato il segno anche via Caniga a Sassari, nell’agosto 2018 – è irreperibile. I due agenti della stradale, difesi dagli avvocati Luca Fadda del Foro di Tempio, Bastianella Buffoni e Basilio Brodu, del Foro di Nuoro, sono stati prosciolti dal gup Claudio Cozzella che ha emesso sentenza di non luogo a procedere “perché il fatto non sussiste”.
Pesanti le contestazioni della Procura: peculato d’uso, attentato a pubblici trasporti e, per uno di loro, anche corruzione. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il giorno di Pasqua del 2018, i due poliziotti della stradale avevano utilizzato, in accordo con Cavazzuti, il telelaser in dotazione al Distaccamento di Olbia per rilevare la velocità della Ferrari che sfrecciava a 300 chilometri sulla Olbia Sassari. Uno di loro era accusato anche di aver ricevuto da Cavazzuti 3mila 700 euro per effettuare la rilevazione della velocità. I difensori hanno smontato le accuse, dimostrando che non era provato nessun passaggio di soldi riconducibili a un presunto accordo tra i due, né era dimostrato che il telelaser che aveva ripreso la Ferrari fosse quello in uso alla stradale di Olbia, né che i fatti fossero accaduti il giorno di Pasqua quando i due poliziotti erano in servizio. Non c’erano, insomma, prove sufficienti a sostenere l’accusa in giudizio. Il pm Mauro Lavra ha insistito per il rinvio a giudizio, ma il gup li ha prosciolti. (t.s.)
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