Olbia, voli e passeggeri: il Costa Smeralda guarda oltre la crisi
Ma spaventa il caro biglietti per i non residenti (quasi + 60%)
OLBIA. L’aeroporto di Olbia esce parzialmente dalla crisi imposta dalla pandemia al trasporto aereo e punta sul recupero delle posizioni acquisite nel 2019, anche se l’analisi dei dati resta comunque in chiaroscuro. Lo dicono i numeri diffusi nei giorni scorsi da Assaeroporti sul mese di marzo 2022, che vedono lo scalo gestito dalla Geasar registrare oltre 57 mila passeggeri, con un +181% sull’anno scorso e un -14,8% sul 2019. Il dato meno positivo è che l’aeroporto di Olbia retrocede al terzo posto in Sardegna, nel sistema degli scali dell’Isola, dopo Cagliari (quasi 220 mila passeggeri, -19% sul 2019), ma soprattutto Alghero, che ha fatto registrare un vero e proprio exploit con quasi 75 mila passeggeri e superando i numeri del 2019, con + 20% sul periodo precedente la pandemia e oltre il 400% in crescita rispetto al marzo dell’anno scorso. Il tasso di riempimento.
Un altro dato negativo è il tasso di riempimento dei voli che hanno fatto tappa al Costa Smeralda. Lo scalo gallurese è il terz’ultimo in Italia nella speciale classifica, davanti solo a Rimini e Reggio Calabria, con un tasso sotto il 60%. Dati in controtendenza, che vedono l’aeroporto di Alghero, che appartiene alla stessa proprietà di quello di Olbia, il fondo F2I, guadagnare molte posizioni a livello nazionale. Olbia quindi deve lavorare ancora per recuperare i volumi di traffico straordinari del 2019. Si pensi che nell’aprile di tre anni fa si festeggiava una stagione invernale da record, che da novembre a marzo aveva visto transitare per lo scalo di Olbia 302.641 passeggeri, l’8% in più (circa 27 mila arrivi e partenze) rispetto al 2018.
I passeggeri che si muovevano lungo le direttrici internazionali erano quelli che evidenziavano la crescita più significativa, con un incremento del 44%, mentre il mercato domestico registrava un + 4%. Per provare a recuperare posizioni, Olbia ha deciso di puntare sul ritorno dei passeggeri internazionali, ma i livelli record del 2019, con 116 collegamenti da e per 19 Paesi, con un incremento di posti del 5,2%, sono lontani. Caro biglietti. Non fa poi dormire sonni tranquilli il caro biglietti. Secondo un’indagine sui prezzi curata dal Corriere della Sera, infatti, i voli per la Sardegna nelle tratte della continuità territoriale quest’estate costeranno quasi il 60% in più per i non residenti rispetto al dato, record, della stessa stagione 2019. A bordo degli aerei alcuni sedili saranno messi in vendita a oltre 920 euro per un’andata e ritorno tra Milano Linate e Olbia.
Secondo il quotidiano, infatti, sarebbe proprio su questa tratta che si concentrerebbero le intenzioni di profitto delle due compagnie aeree che gestiscono i voli in continuità territoriale da e per la Sardegna. Ita Airways, per esempio, avrebbe caricato nei sistemi di vendita ben 56 fasce di prezzo, da un minimo di 60 euro andata/ritorno (+50,29 euro di tasse) a un massimo di 870 euro (anche in questo caso +50,29 euro di tasse). Alla fine il totale massimo si avvicinerebbe alle cifre di Volotea, che offre un picco di 855 euro ai quali aggiungere 67,89 euro tra tasse aeroportuali e spese di gestione. Un terno al lotto e per chi becca il biglietto dal costo più alto sarà un salasso. Olbia è in buona compagnia, visto che gli aumenti riguardano anche Cagliari. Meno Alghero. Il risultato per l’aeroporto di Olbia rischia di essere una emorragia di passeggeri nazionali. Con l’effetto di doversi affidare totalmente alle low cost per recuperare il traffico soprattutto con i passeggeri internazionali.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
