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Olbia

Diffamatore social nei guai per le offese online a Nizzi

Tiziana Simula
Diffamatore social nei guai per le offese online a Nizzi

Processo in tribunale per Stefano Meloni, un olbiese di 72 anni. È accusato di aver pubblicato su Facebook foto del sindaco di Olbia corredate da insulti

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Olbia Una foto con Al Bano, un’altra con Berlusconi, un’altra ancora mentre taglia il nastro durante una cerimonia di inaugurazione, ma anche mentre si ripara dalla pioggia con l’ombrello immerso fino alle ginocchia in un canale. E nel collage di fotografie che prendono di mira il sindaco Settimo Nizzi, spiccano in grassetto epiteti e frasi offensive e diffamatorie nei confronti del primo cittadino di Olbia.

Per la Procura, l’autore della diffamazione online, è un olbiese di 72 anni, Stefano Meloni. Che quelle foto e quegli insulti li ha pubblicate sul suo profilo Facebook. Non solo. Li ha taggate anche sul profilo della capogruppo di Forza Italia, Maria Antonietta Cossu, contribuendo ulteriormente alla loro divulgazione.

Così il 72enne è finito a processo per diffamazione a mezzo social. Perché di ironico, il sindaco Settimo Nizzi, non ci ha trovato proprio nulla in quei post. E dopo l’ennesimo attacco su Facebook ha detto basta. E ha presentato una querela per diffamazione contro l’olbiese, avvezzo a prenderlo di mira sui social.

In tribunale, a Tempio, ieri, per l’apertura del processo a Stefano Meloni (l’udienza è stata poi rinviata perché il procedimento sarà assegnato a un altro giudice), ci è andato di persona, accompagnato dal suo difensore, l’avvocato Pietro Carzedda. Con loro, anche Maria Antonietta Cossu. Nizzi ha fatto sapere che si costituirà parte civile nel processo.

Meloni, difeso dall’avvocato Giuseppe Carlo Satta è accusato di aver offeso la reputazione del sindaco di Olbia, pubblicando sul proprio profilo Facebook diversi post contenenti fotografie del primo cittadino accompagnate da didascalie con frasi offensive e alludendo a una sua partecipazione ad una fantomatica società “Dirty mooney spa».

Per due mesi, da settembre a novembre 2018, Nizzi sarebbe stato bersaglio dei post di Meloni. Ma l’attività diffamatoria sarebbe continuata anche successivamente a quel periodo, tanto da spingere Nizzi a presentare altre querele. «Questo vostro primo cittadino a me non mi rappresenta!!», scrive l’imputato sui social. Attaccando Nizzi sul fronte personale e amministrativo con riferimenti, tra gli altri argomenti, alla discarica di Spiritu Santu e al piano idrogeologico.

«Il sindaco – commenta l’avvocato Pietro Carzedda – ritiene sia necessario dare un segnale forte contro il fenomeno, ormai praticato giornalmente, della divulgazione dell’odio e della diffamazione tramite i social. È un reato dotato di grande violenza che colpisce e ferisce non solo chi è direttamente diffamato, ma anche i familiari della vittima».


 

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