La Nuova Sardegna

Olbia

Rischio idraulico

Olbia, il Pd: «I 151 milioni anti-alluvione salvati da Draghi non da Nizzi»

di Serena Lullia

	I danni del Ciclone Cleopatra a Olbia 
I danni del Ciclone Cleopatra a Olbia 

I consiglieri dem: «Ma per non perdere i soldi il ministero deve prorogare la scadenza. Resta il fatto che la città resta in costante pericolo»

22 novembre 2022
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Olbia I fondi per il Piano anti-alluvione salvati dal governo Draghi. Il Partito Democratico conferma le parole del sindaco Settimo Nizzi sul futuro dei 151 milioni di euro. Non sono a rischio. Il primo cittadino aveva risposto all’interrogazione regionale del Pd, primo firmatario Giuseppe Meloni (foto in alto), sulla possibilità di perdere le risorse statali in scadenza il 31 dicembre 2022.

Il dl Draghi «Tutto vero – confermano i consiglieri Ivana Russu, Gianluca Corda, Antonio Loriga, Maddalena Corda, Rino Piccinnu e Stefano Spada –. Ma solo se entro il 30 novembre il Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile delibererà in tal senso. E questo solo grazie a una recentissima norma introdotta dal governo Draghi con decreto legislativo». L’augurio del Pd è che l’opportunità offerta dalla legge Draghi sia stata colta da Comune e Regione e che «da parte del soggetto attuatore Ois, Opere infrastrutture Sardegna siano stati effettuati gli adempimenti affinché il Cipess deliberi entro il 30 novembre sulla non applicabilità della scadenza originariamente prevista. E comunque se, come ci auguriamo, dovesse andare in questo senso, l'atteggiamento del sindaco preoccupa ancora di più. È passato dai sei mesi per il nuovo progetto, annunciati in campagna elettorale per le Comunali, prorogati a ulteriori sei mesi. Oggi trionfante annuncia che non ci sarà alcuna scadenza e che non si può più sbilanciare sui tempi, solo perché l'ha salvato il governo Draghi. Peccato che le alluvioni non attendano i giochetti della politica. I fatti dicono che Nizzi governa dal 2016 e ha combinato poco o niente sulla mitigazione del rischio idraulico. Anzi qualcosa l’ha fatta: ha iniziato a demolire opere pericolose che lui stesso aveva costruito e inaugurato in pompa magna, ma solo dopo l'intervento della Procura della Repubblica. Intanto la città è esposta al costante pericolo».

Le accuse I consiglieri del Partito Democratico replicano poi all’accusa di Nizzi di non studiare. «Siamo ancora una volta colpiti dalla reattività del signor sindaco nel voler rispondere alle domande, giustamente preoccupate, del gruppo consiliare del Pd in Regione e del consigliere regionale Giuseppe Meloni. Tralasciamo poi l’invito a studiare che oramai il sindaco Nizzi rivolge a tutti coloro che “osano” dissentire dal suo operato, erigendosi a titolare di un “verbo” che nessuno ha diritto di contraddire. Continua purtroppo, invece, a dare l’impressione di non percepire l’urgenza di mettere finalmente in sicurezza la città. Forse, a sua discolpa, gioca il fatto di non aver vissuto da sindaco i drammatici momenti del ciclone Cleopatra. Ringraziamo, invece, il consigliere Meloni per aver riportato all’ordine del giorno il tema con una interrogazione che non è stata fatta a caso prima del 30 novembre».

Lezioni di democrazia Il primo cittadino aveva poi accusato il Pd di non aver dato prova di democrazia approvando in Consiglio il Piano Mancini nel 2016 con 17 voti su 40. «Nessuno – rispondono – ha impedito all'allora capo dell'opposizione Nizzi di partecipare alla massima assise cittadina. Peccato che abbia abdicato al suo ruolo per assentarsi e rifugiarsi nel silenzio in un momento cruciale per il futuro di Olbia. Dal 6 novembre 2014 all'8 marzo 2016 ci sono state sette deliberazioni di Consiglio sulle opere di mitigazione. Il capo dell'opposizione Nizzi è risultato sempre assente non rispettando, lui che oggi accusa gli altri, la volontà degli elettori, non esercitando il suo ruolo di capo della minoranza, salvo poi in piena campagna elettorale, nel maggio 2016, cavalcare cinicamente il malumore e le paure di una parte degli olbiesi sul piano che lui stesso non aveva minimamente voluto mai contrastare prima. Chiediamo ancora una volta al sindaco – concludono i consiglieri Pd – di riferire in aula un cronoprogramma certo dell’iter del nuovo piano».

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