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Santa Teresa, i proprietari di Lu pultiddolu: «Spiaggia aggredita? Le nostre villette fatte secondo legge»

di Claudio Inconis
Santa Teresa, i proprietari di Lu pultiddolu: «Spiaggia aggredita? Le nostre villette fatte secondo legge»

La replica alle accuse

29 novembre 2022
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Santa Teresa «Nessuna aggressione alla natura e massima tutela del territorio, che è classificato come Sito di interesse comunitario (Sic)». Arriva a stretto giro di posta la replica dei residenti del villaggio di Lu pultiddolu all'intervento della lettrice Patrizia Sardo, che ha lamentato un'aggressione indiscriminata alla spiaggia e la presenza di un insediamento urbano con pseudo-villette a schiera con invito al rispetto del sito.

«Abbiamo letto l’intervento di una “gentile signora” che lamenta un’aggressione indiscriminata, con lamentele che a prima vista potrebbero essere condivise se, però, a supportarle ci fossero delle argomentazioni scientifiche capaci di dimostrare quanto si afferma – spiega Giacomo Sanna, portavoce dei residenti nel villaggio, una sessantina in tutto – Definita una speculazione a monte della spiaggia, in cui la signora evidentemente non è a conoscenza che la lottizzazione ha preso corpo più di quarant’anni fa rispettando le norme regionali dei piani paesaggistici che facevano riferimento al noto decreto Floris. Il villaggio presenta di 5mila metri quadrati di edificato su una superficie totale di 200mila metri quadrati, è sorto con una fascia di rispetto di 300 metri dal demanio costiero, non proprio una speculazione». Precisazione anche sulla gestione delle alghe. «È stato denunciato l’utilizzo di ruspe – ricordano i residenti –, ma il mezzo era una trattrice dotata di un attrezzo idoneo allo scopo per la rimozione delle alghe accatastandole a ridosso della spiaggia e che avrebbero creato una “pozza, un acquitrino maleodorante e ammalato”.

Anzitutto è bene ricordare la posidonia non è un'alga e svolge una funzione fondamentale, con una produzione di biomassa che potrebbe essere utilizzata per tanti scopi, ma, non essendoci queste possibilità, è necessario rimuoverla con mezzi meccanici. Per la precisione a Lu pultiddolu l’amministrazione teresina ha pensato a fine stagione di stenderla in modo uniforme sulla battigia e oggi la spiaggia pulita dalle recenti mareggiate è tornata a essere un paradiso in terra, eliminando per di più gli odori nauseabondi provocati dalla fermentazione delle foglie».

Chiarimenti necessari, accompagnati da una riflessione sulla chiosa finale: «Quello che è stato fatto a Lu pultiddolu col coinvolgimento dell’amministrazione comunale è aver vietato l’accesso sulle dune retrostanti la spiaggia ai mezzi non autorizzati, considerando tra l’altro che parliamo di un'area Sic – spiega Sanna – La signora ha invitato a “lasciare a chi meglio e prima di noi ha deciso", rispondendo con le parole di Mahler "la tradizione è custodire il fuoco non adorare le ceneri”, e in questo caso significa oggi preservare la nostra terra dall’aggressione indiscriminata alle sue bellezze paesaggistiche con un’azione di tutela attenta, continua e lungimirante».


 

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