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Olbia

La denuncia

Porto Cervo e Liscia di Vacca a secco, Fresi: «Diga piena ma tanti senz’acqua»

Porto Cervo e Liscia di Vacca a secco, Fresi: «Diga piena ma tanti senz’acqua»

Il consigliere: «Più coraggio dei sindaci, votino no al bilancio di Abbanoa»

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Arzachena Il copione, poco onorevole per la destinazione delle vacanze smeralde, si ripete. Diga gonfia di acqua ma rubinetti a secco in diversi punti del territorio. Nei giorni scorsi a subire il disagio è stata Arzachena, con i nonnini della casa di riposo igienizzati con le salviette. Ora il turno è di Liscia di vacca, Lu Comitoni e Porto Cervo marina. Appartamenti senza acqua, locali commerciali costretti a pagare le autobotti private per lavorare. Il consigliere comunale, Fabio Fresi, eletto in maggioranza ma ora all’opposizione, non risparmia critiche ad Abbanoa. «Ogni anno il problema si ripresenta e non è più accettabile – denuncia il consigliere Fresi –. Il paradosso è che la diga è strapiena, ma non arriva acqua. Il problema quindi è dei flussi dei serbatoi. Arzachena è uno dei comuni che contribuisce in maniera più importante al bilancio di Abbanoa. Ciò non significa che debba avere de trattamenti di favore ma che almeno, visto che viviamo di turisti per questi 40 giorni, bisognerebbe evitare di creare disservizi. Credo inoltre che i sindaci, in occasione della discussione sul bilancio di Abbanoa, invece di votare a favore per non scontentare nessuno o inimicarsi qualcuno, dovrebbero votare contro. Ancora di più quando parliamo di un bilancio di meno 12 milioni di euro, Una cosa inaccettabile viste le tariffe che applicano e le utenze importanti».

Un esempio su tutti. C’è una villa a Porto Crvo che consuma acqua quanto il comune di Siniscola. «Ripeto: nessun trattamento privilegiato. L’acqua va garantita a tutti. Ma ad Arzachena ci sono migliaia di turisti e lavoratori di attività che vivono e lavorano due mesi per camparsi tutto l’anno. Non parliamo poi del call center. Si inizia con un tempo di attesa di 4 minuti, che diventano 7, poi dieci e alla fine non risponde nessuno». C’è poi il disagio anche economico per gli utenti. Costretti a chiamare autobotti private e pagare l’acqua a peso d’oro. (se.lu.)
 

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