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Guardia costiera, allarme in mare: la nave Dattilo sul luogo del naufragio

di Paolo Ardovino
Guardia costiera, allarme in mare: la nave Dattilo sul luogo del naufragio

L’esercitazione internazionale Squalo si è svolta nelle acque al largo di Tavolara. Le nuove leve del comando generale delle Capitanerie alla prova sui soccorsi

06 settembre 2023
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Olbia Navigare al largo significa avere solamente due punticini, lontani, come riferimenti. Uno è Tavolara nella sua parte finale, l'altro il promontorio di Capo Figari. Per il resto, distesa infinita di blu. Ieri era questo il punto di vista dalla nave Luigi Dattilo della Guardia costiera che ha ospitato, oltre all’equipaggio, un gruppo di osservatori di forze armate ed enti sia nazionali che internazionali. Chiamati in causa in occasione dell’esercitazione “Squalo” 2023, andata in scena nelle acque di competenza della capitaneria di porto di Olbia e organizzata nell’ambito degli accordi internazionali S.a.r.med.occ. (Mediterraneo occidentale) tra Italia, Spagna e Francia.

Sulla nave Dattilo Ma è stata soprattutto una prova di forza: la lunga giornata di soccorsi, cominciata poco dopo le 8 dalla banchina della stazione marittima di Olbia, è stata caratterizzata dal forte vento – più di 30 nodi – e mare 4. Sorrisi iniziali e tensione a seguire: sulla nave ammiraglia della Guardia costiera l’equipaggio, composto da circa cinquanta tra uomini e donne in divisa, era messo alla prova sulle manovre di intervento a seguito del ritrovamento di persone naufragate in mare aperto. La nave Dattilo, lunga 95 metri, guidata dal comandante Fabio Borriello, è basata a Catania ed entra spesso nelle cronache per gli interventi nel Mediterrano in soccorso alle imbarcazioni verso le coste siciliane. La scorsa settimana ha salvato 700 migranti.

Le condizioni meteorologiche avverse hanno ridimensionato la natura dell’esercitazione, ma è stato un bel banco di prova per il personale a bordo molto giovane della Guardia costiera. Sono le cosiddette nuove leve.

Esercitazione La prima parte si è tenuta sul ponte della nave, con una dimostrazione di pronto soccorso di medici e infermieri del 118 Areus. Salvato dalle onde del mare, un manichino robotizzato ha simulato le sembianze di un naufrago adolescente, con trauma cranico e varie lesioni al corpo. La dimostrazione è stata seguita dagli osservatori. Tra questi, delegazioni da Malta, Cipro, Grecia, Francia, Frontex, vigili del fuoco, aeronautica militare. Da qui la parte più complicata del trasferimento verso la terraferma.

Un elicottero della Guardia costiera, nonostante le forte raffiche di vento e l’azione in movimento, è riuscito ad avvicinarsi alla piattaforma a bordo, i soccorritori hanno quindi recuperato due feriti, impersonati dagli uomini del reparto subacquei, soccorsi con imbracatura e barella e una volta in elicottero portati al porto di Olbia. Lì dov’era stata preparata una postazione medica da Areus e protezione civile per eseguire le prime visite e smistare i feriti verso l’ospedale.

La giornata La Dattilo ha lavorato in costante comunicazione con le altre imbarcazioni impegnate in mare, le motovedette Charlie papa 306 della Maddalena, Charlie papa 273 di Olbia e Charlie pap 21-16 di Olbia, e una vedetta della guardia di finanza. Nei cielo, oltre all’elicottero ha operato anche un aereo della guardia costiera, uno di Frontex, un elicottero dei vigili del fuoco e uno della guardia di finanza, che hanno soccorso altri manichini e figuranti.
 

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