La Nuova Sardegna

Olbia

Omicidio

Arzachena, Michele Fresi non ricorda di avere ucciso il padre Giovanni: «C’era un attacco degli extraterrestri»

di Tiziana Simula
Arzachena, Michele Fresi non ricorda di avere ucciso il padre Giovanni: «C’era un attacco degli extraterrestri»

Il racconto choc al gip: «Papà sconfigge gli alieni». Il giovane aveva assunto un mix di lsd e cocaina

30 dicembre 2023
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Arzachena «Ero convinto che ci fosse un attacco da parte degli alieni, li vedevo dappertutto... Io cercavo di difendermi dall’aggressione. Cercavo aiuto anche dai carabinieri». Al gip del tribunale di Tempio Marco Contu che ieri ha convalidato il suo arresto e disposto la custodia cautelare in carcere, Michele Fresi ha riferito il suo racconto delirante di una notte di follia trascorsa in preda alle allucinazioni provocate dagli stupefacenti. Il 27enne di Arzachena che mercoledì a notte fonda ha ucciso il padre a bastonate dopo aver anche fratturato la mandibola a una sua amica e aggredito due carabinieri, ha ammesso di aver assunto droghe in dosi massicce durante la serata: dieci dosi di Lsd e poi anche cocaina «per contrastare l’effetto degli allucinogeni», ha detto. Un bomba, insomma. Un cocktail micidiale che l’ha proiettato al di fuori dalla realtà. Era in preda alle allucinazioni e ha detto di non ricordare nulla di ciò che aveva fatto, né di aver colpito e ucciso il padre, Giovanni Fresi, 58 anni, orafo conosciuto e molto stimato ad Arzachena. E forse non ha ancora preso consapevolezza del delitto commesso perché quando si è parlato del padre nell’udienza di convalida, sarebbe rimasto impassibile, senza versare neanche una lacrima. Quella notte aveva chiesto lui stesso di chiamare il genitore perché, ripeteva Michele «lui sa come sconfiggere gli alieni». E Giovanni Fresi, così come aveva fatto tante altre volte, era andato a recuperalo per strada per farlo calmare e riportarlo a casa.

«Le persone erano mostri, ed ero convinto che gli alieni ci stessero aggredendo – ha detto al giudice – Vedevo la gente spaventata». E spaventata la gente lo era davvero, ma da lui. Che dopo aver sfondato il cranio al padre con un bastone in legno, in Corso Garibaldi, era ritornato in viale Costa Smeralda, a petto nudo e scalzo, continuando a brandire la mazza e a farneticare sugli extra terrestri, costringendo i clienti del bar di fronte ad asserragliarsi dentro il locale, per paura. Al termine dell’udienza di convalida dell’arresto, Michele Fresi, è stato riaccompagnato in cella, nel carcere di Bancali.

Il parricida è accusato di omicidio aggravato (per aver ucciso suo padre), resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali aggravate dall’uso di un’arma. Il pubblico ministero Daniele Rosa ha chiesto un approfondimento degli esami ematici per accertare quale e quanta droga abbia assunto. Disposta anche l’autopsia sul corpo della vittima. Il 27enne ha nominato difensore l’avvocato Pierfranco Tirotto. Il legale lo assiste da anni, da quando, a causa dei problemi legati alla droga (ha procedimenti penali pendenti per furti e danneggiamenti), è finito più di una volta nei guai con la giustizia.

«Sono molto dispiaciuto e addolorato per la morte di Giovanni Fresi che conoscevo bene per via dei fatti che vedevano coinvolto il figlio», dice Tirotto. I carabinieri proseguono l’attività di indagine, acquisendo ulteriori elementi per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti e i movimenti del giovane. I militari stanno verificando la presenza di telecamere che potrebbero contenere registrazioni utili tra viale Costa Smeralda e corso Garibaldi, dove è avvenuta l’aggressione di Giovanni Fresi. Qui, all’incrocio con via Adua (dove si trova l’abitazione del 27enne), Michele ha sferrato un colpo con la mazza sulla testa del padre che si è accasciato sul marciapiede in granito, dove è stato trovato da alcuni passanti che hanno allertato i carabinieri e i soccorsi. Era riverso a terra in una pozza di sangue, con una profonda ferita alla testa. L’uomo è morto due ore dopo all’ospedale di Olbia.

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