La Nuova Sardegna

Olbia

Ambiente a rischio

Avvistata una scia gialla, sulle Bocche l’incubo inquinamento

di Marco Bittau
Avvistata una scia gialla, sulle Bocche l’incubo inquinamento

Da Santa Teresa un esposto alla guardia costiera e una interrogazione in Parlamento

19 aprile 2024
3 MINUTI DI LETTURA





Santa Teresa Una lunga scia in mare, gialla, densa e schiumosa, riapre la ferita del transito incontrollato nelle Bocche di Bonifacio di navi mercantili che trasportano merci pericolose oppure che scaricano idrocarburi inquinanti. L’avvistamento da parte di una imbarcazione privata che navigava nella direzione di Capo Feno, in Corsica, risale a domenica scorsa e in poche ore si sono succeduti un esposto alla guardia costiera da parte dell’Associazione guardie ambientali di Santa Teresa e una interrogazione al ministro dell’Ambiente presentata dal deputato gallurese Dario Giagoni (Lega).

Quella scia sarebbe una sostanza schiumogena riconducibile a prodotti “disperdenti” utilizzati per l’aggregazione e l’affondamento di idrocarburi. In altre parole, sarebbe il risultato di una reazione di un prodotto chimico a contatto con idrocarburi. Come riferito nell’esposto e nell’interrogazione parlamentare, in corrispondenza della traccia gialla è confermata la presenza in mare della nave mercantile “Sea sprinter”, battente bandiera maltese, partita dalla Romania e diretta in Francia. Tanto basta per far riemergere dalle nebbie l’annoso problema del transito incontrollato nelle Bocche di Bonifacio di autentiche carrette del mare oppure di navi cargo che trasportano merci pericolose.

«È ora di dire basta agli sversamenti in mare di materiale inquinante – dice il deputato Giagoni –. Si spera sempre che le “carrette del mare” che provocano danni all’ambiente siano un argomento superato, invece la cronaca racconta il contrario - afferma Dario Giagoni –. Da una imbarcazione è stata osservata una nave mercantile che lasciava in mare una scia gialla, densa e di dubbia natura, per centinaia di metri».

A protezione delle Bocche di Bonifacio e per scoraggiare il traffico intenso l’International maritime organization (Imo) ha adottato, a seguito dell’accordo bilaterale Italia-Francia, una risoluzione che “raccomanda ai governi di proibire o almeno scoraggiare fortemente il transito di petroliere cariche e navi che trasportano sostanze chimiche o pericolose alla rinfusa, suscettibili in caso di incidenti di inquinare il mare o le coste. In seguito, nel 2011, il Marine environment protection committee (Mepc) – comitato dedicato alle tematiche ambientali sotto l’egida della stessa Organizzazione marittima internazionale – ha designato le Bocche di Bonifacio come Area marina particolarmente sensibile con l’applicazione di “misure di protezione associate” che possono solo essere raccomandate.

In tal senso, la Capitaneria di Porto di La Maddalena ha introdotto un servizio di pilotaggio raccomandato con un turno di guardia regolare nonché un invio di informazioni su richiesta dei comandanti delle navi. Tutto ciò avviene su base volontaria, con impegnati i soli piloti di Olbia e Porto Torres, con diverse difficoltà operative e costi notevoli. Doveva essere una “prima fase di sperimentazione”, che però è in vigore ormai da 10 anni. Solo poche decine di navi hanno rispettato la raccomandazione del pilota a bordo, a fronte delle oltre 30mila transitate. Ora è il caso di cambiare rotta. 

In Primo Piano
Allarme

Emergenza siccità, la Baronia come il Texas: asciutti anche i pozzi

di Alessandro Mele
Le nostre iniziative