La Nuova Sardegna

Olbia

L’accordo

San Pantaleo, il mercatino tornerà nel borgo per l’estate

San Pantaleo mercatino
San Pantaleo mercatino

Il “progetto partecipato” piace al sindaco Nizzi. La gioia dell’associazione guidata da Ambra Manetti. Ma c’è il ricorso dei 22 ambulanti decaduti

04 maggio 2024
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Olbia Riparte il dialogo tra sindaco e Associazione Mercato San Pantaleo. E a giudicare dalla foto pubblicata anche su Instagram, dove tutti, Settimo Nizzi compreso, sorridono soddisfatti, sembra proprio che si stiano creando le condizioni, dopo il trasloco a Olbia, per riportare l’iconico mercatino nel cuore del borgo. «Siamo felici - ha scritto la presidente dell’associazione Ambra Manetti - di condividere un’immagine che vale più di mille parole. I nostri rappresentati sono stati invitati dal sindaco per un confronto costruttivo sulle idee condivise e contenute all’interno del progetto partecipato Mercato di San Pantaleo. Lo spirito è sempre partecipativo e collaborativo ed è grazie a queste due prerogative che ricevuto l’attenzione e la fiducia dell’amministrazione comunale di Olbia, della comunità di San Pantaleo e degli operatori del mercato. Oggi, insomma, possiamo immaginare una nuova estate da vivere insieme al Mercato di San Pantaleo».

Il ricorso dei decaduti E i 22 ambulanti a cui il Comune aveva deciso di non rinnovare, perché decadute, le concessioni? Nei loro confronti è stato applicato ciò che prevede la Bolkestein, la direttiva Ue secondo la quale “l’autorizzazione deve essere rilasciata per una durata limitata e non può essere previsto un rinnovo automatico. Al contrario, serve una procedura che garantisca imparzialità e trasparenza”.«In questa fase abbiamo deciso di non intervenire pubblicamente - ha spiegato Pietro Giordo dell’Ana, l’Associazione nazionale ambulanti - e se c’è stato un incontro positivo tra l’Associazione Mercato San Pantaleo e il sindaco, siamo contenti». Se non si fa polemica, c’è però un nuovo ricorso al Tar. «Noi stiamo chiedendo che si rispetti la legge nazionale, la 181 del 2023, in cui si dice che le concessioni vanno rinnovate sino al 2032. Ma, ripeto, non intendiamo sollevare nessun polverone e tantomeno bloccare un accordo che possa consentire agli altri ambulanti di lavorare».

Comune irremovibile Sarà difficile che il Comune possa cedere. E i precedenti lo dimostrerebbero. Quando nel 2020, in contrasto con la Bolkestein, il Parlamento italiano aveva approvato un rinnovo di 12 anni per tutte le concessioni del mercato in scadenza, il Comune olbiese non lo applicò. Da qui cominciò la raffica dei ricorsi.

Poi, a fine 2023, sempre il Parlamento aveva approvato anche un decreto per salvaguardare gli attuali concessionari (quello a cui fa riferimento Giordo) affinché godessero di un rinnovo delle concessioni in via eccezionale per 12 anni. E se i comuni non avessero fatto nulla nel giro di sei mesi (una sorta di silenzio assenso), allora sarebbe scattato il rinnovo automatico. Niente da fare. Il Comune di Olbia non aveva cambiato idea ribadendo con una determina la sua posizione. Si continuano quindi a rispettare le norme europee. I 22 decaduti, non essendo più titolari di stallo nel mercato del giovedì (trasferito dallo scorso anno in via Sangallo), potrebbero comunque esporre i loro prodotti come se fossero spuntisti, cioè gli operatori che si presentano la mattina al mercato e che, se ci sono posti liberi, (perché i titolari sono assenti) possono piazzare il loro banchetto. Altrimenti dovranno tornare a casa.

A loro questa soluzione non piace. Ed ecco il nuovo ricorso al Tar da parte dell’Ana, depositato lo scorso 25 aprile. (s.p.)

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