La Nuova Sardegna

Olbia

Crisi idrica

Dissalatori a Budoni, ora anche il Comune vuole acquistarli

Dissalatori a Budoni, ora anche il Comune vuole acquistarli

Il sindaco Antonio Addis: «Utili per il bene del paese»

12 maggio 2024
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Budoni «Il nostro primo pensiero è il bene del paese e dei suoi abitanti, in questo momento di grave crisi idrica si devono trovare e programmare soluzioni alternative e definitive». Le parole sono del sindaco di Budoni, Antonio Addis, pochi giorni dopo l’ordinanza che vieta il prelievo e l’utilizzo dell’acqua per usi extradomestici e dopo l’uscita dell’imprenditore turistico Giovanni Sanna che lavora per realizzare dissalatori al servizio dei suoi alberghi, da Porto Ottiolu a La Caletta di Siniscola.

«Da tempo abbiamo iniziato a interloquire con alcune aziende del settore per studiare la possibilità di dotarci di alcuni dissalatori – dice il sindaco –. Lo studio di fattibilità riguarda gli aspetti economici, tecnici e legali, e ci dovrà dire quale è la formula migliore da attuare per costituire una società partecipata che sia costituita al 51% dall’ente pubblico e al 49% da privati o aziende. Probabilmente dovremo pensare a un bando con evidenza pubblica nazionale per il raggiungimento di questo 49% privato. Per quanto riguarda il 51% dell’ente pubblico, invece, il Comune è pronto a recuperare tutti i finanziamenti possibili da bilancio o addirittura attingendo, se fosse necessario, da finanziamenti bancari o da Cassa depositi e prestiti. La crisi idrica è un problema talmente importante che non dobbiamo in alcun modo tralasciare e questo progetto sarà prioritario». «Budoni ha chilometri di coste – prosegue il sindaco Addis – e, purtroppo, stiamo andando incontro ad un cambiamento climatico che già ora ci porta a razionare la disponibilità dell’acqua. La tecnica della desalinizzazione che rende potabile l’acqua del mare ha enormi potenzialità di sviluppo e noi non vogliamo correre il rischio di farci trovare impreparati. Oggi il fabbisogno idrico di Budoni deve fare i conti con perdite di rete che raggiungono il 50% e abbiamo un grave problema di quantità e di qualità. A Budoni, infatti, l’acqua da 17 anni non è mai stata dichiarata potabile, perché gli impianti gestiti da Abbanoa non sono nelle condizioni di potabilizzarla».

La fattibilità tecnica degli studi dovrà stabilire di quanti metri cubi sia il fabbisogno del comune, tenendo conto, oltre che dei residenti, anche di alberghi, seconde case e attività commerciali. Da questo studio sarà possibile capire il numero di dissalatori necessario per Budoni e il suo territorio. Nessuna conflittualità inoltre con i privati che hanno già intrapreso questa strada. L’ipotesi è di una spesa di circa 15 milioni di euro e la messa in opera dovrà essere avviata in tempi brevi per poi seguire un percorso graduale». «I primi interlocutori da noi contattati sono stati proprio gli operatori alberghieri del territorio, perché è possibile che questi siano i primi soci del nuovo soggetto giuridico che vigliamo proporre».

«Voglio anche precisare – conclude Addis – che mai faremo concorrenza a chi oggi gestisce il servizio idrico integrato. L’eventuale nuova società produrrà acqua potabile con i dissalatori e gestirà il tutto con le condotte e i depositi». (m.b.)

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