La Nuova Sardegna

Olbia

Il giallo di via Petta

Olbia, scomparsa di Rosa Bechere: la Procura indaga ancora per omicidio

di Marco Bittau

	I carabinieri durante una ispezione nella casa di Rosa Bechere in via Petta
I carabinieri durante una ispezione nella casa di Rosa Bechere in via Petta

Chiusa l’inchiesta per rapina, lesioni e furto di carte di credito. La coppia Meloni-Beccu resta sotto accusa per i reati più gravi

17 maggio 2024
4 MINUTI DI LETTURA





Olbia. Rosa Bechere è scomparsa nel nulla un anno e mezzo fa nella sua casa di via Petta, ma per la Procura di Tempio la partita non è ancora finita. Il pubblico ministero Daniele Rosa nei giorni scorsi ha chiuso l’inchiesta nei confronti di Maria Giovanna Meloni (44 anni, di Olbia) e del compagno Giorgio Beccu (53 anni, originario di Berchidda), accusati di rapina, lesioni personali, sottrazione e utilizzo di carte di credito altrui. Reati gravi, ma poca roba rispetto al resto. Dal fascicolo di indagine, infatti, il magistrato ha stralciato la parte più importante, l’omicidio e l’occultamento di cadavere, su cui continua a indagare forte di un convincimento incrollabile: la coppia Meloni-Beccu ha prima ucciso Rosa Bechere e dopo fatto sparire il cadavere. L’inchiesta, dunque, continua e i due restano indagati per omicidio. In altre parole, il mistero di via Petta è un noir ancora tutto da scrivere.

L’avviso di concluse indagini parla chiaro: Maria Giovanna Meloni e Giorgio Beccu sono accusati di rapina perché con violenza si sarebbero impossessati delle carte BancoPosta e PostePay usate da Rosa Bechere per l’accredito del reddito di cittadinanza. Con violenza, perché la coppia avrebbe reso la povera donna (60 anni, invalida) incapace di intendere e volere mediante la somministrazione a sua insaputa di micidiali farmaci a base di benzodiazepine, al punto da causare anche un ricovero in ospedale. Tutto questo per impossessarsi, indisturbati, delle carte di credito e del denaro contante presente in casa. Per questo fatto, la Meloni e Beccu devono rispondere anche di lesioni personali aggravate. Inoltre, la coppia è anche accusata di aver utilizzato le carte sottratte a Rosa Bechere con una serie di prelievi e di acquisti di vario genere fino all’esaurimento del fondo disponibile. Infine, Maria Giovanna Meloni e Giorgio Beccu sono accusati di essersi introdotti clandestinamente nella casa di Rosa Bechere, in via Petta, aprendo la porta con una chiave di cui la stessa Meloni era in possesso.

Per la Procura di Tempio, un blitz per mettere le mani sulle carte di credito e anche sulle chiavi dell’automobile della Bechere (una Chevrolet Matiz bianca), portata via dal parcheggio sotto casa. Tutti questi reati sarebbero stati commessi tra il 18 e il 25 novembre 2022. Da quel momento (il 25 novembre) di Rosa Bechere si sono perse le tracce e la Procura di Tempio ha cominciato a indagare sulla sua scomparsa e probabile morte. Una lunga e clamorosa inchiesta per omicidio che però sinora non ha prodotto prove schiaccianti nei confronti dei due indagati, al punto che le richieste di misure cautelari (l’arresto) richiesta dal pubblico ministero Daniele Rosa sono state respinte per ben due volte dal gip e tribunale del riesame di Sassari, mentre lo stesso pm ha rinunciato al ricorso in Cassazione. È giusto ricordare che in questo anno e mezzo di indagini è successo di tutto: sequestrate case, auto, telefoni e persino un chiattino da pesca ormeggiato nella darsena di via Redipuglia, i carabinieri del Ris al lavoro per mesi alla ricerca di tracce utili per risolvere il giallo, i Cacciatori di Sardegna con le unità cinofile impegnati nelle campagne di San Vittore.

Uno sforzo d’indagine enorme con un grande spiegamento di uomini e mezzi, che però non ha portato al ritrovamento del cadavere della donna e neanche alla scoperta di quella prova schiacciante dell’omicidio che avrebbe dato una spinta decisiva alla tesi sostenuta dalla Procura di Tempio. Dal canto loro, Maria Giovanna Meloni e il compagno Giorgio Beccu si sono sempre dichiarati estranei a tutte le accuse. «Ora – dice il loro difensore, l’avvocato Giampaolo Murrighile – gli indagati chiederanno di essere interrogati dal pubblico ministero, nella speranza di essere non solo ascoltati ma creduti». «Se ci sarà il processo ci costituiremo parte civile», annuncia l’avvocato Abele Cherchi che assiste la famiglia Bechere insieme agli avvocati Cristina Cherchi ed Edoardo Moretto.

Intanto sopra il mistero di via Petta e la scomparsa di Rosa Bechere aleggia sempre lo spettro del processo che si sta svolgendo in corte d’assiste a Sassari per l’uccisione di Tony Cozzolino, sempre nel 2022, bruciato vivo dopo l’ennesima violenta lite tra vicini-nemici di casa nel condominio terribile di via Petta. In quel processo è imputato di omicidio premeditato Davide Iannelli, cioè il compagno di Rosa Bechere. Singolare la posizione di Maria Giovanna Meloni, che nel processo in corte d’assise è indicata come testimone a difesa, amica fidata di Iannelli e della Bechere, mentre su un altro fronte è accusata di aver addirittura ucciso l’invalida scomparsa. Uno dei tanti anelli di quella catena di misteri che è la vicenda di Rosa Bechere, finita nel tritacarne di un condominio diventato terra di nessuno con quotidiane minacce, intimidazioni e aggressioni. Un condominio dove ha già perso la vita una persona, probabilmente due.

In Primo Piano
L’emergenza

Campagne invase dai cinghiali: agricoltori sul piede di guerra

di Salvatore Santoni

Video

Viaggio nel laboratorio artigiano algherese delle tavole da surf richieste in tutto il mondo

Le nostre iniziative