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Urbanistica

Olbia, nuovi limiti alle altezze delle case: «Salvaguardiamo lo skyline»

di Dario Budroni

	Un tratto del waterfront interessato dalle nuove regole (foto Vanna Sanna)
Un tratto del waterfront interessato dalle nuove regole (foto Vanna Sanna)

Nel waterfront tra via De Filippi e via Dei Lidi le stesse regole del lungomare. In prima fascia il tetto degli 11 metri. L’assessore Monni: «Diamo regole certe»

11 giugno 2024
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Olbia. La giunta mette un tetto alle case. Proprio come nel vicino lungomare: anche nel resto del waterfront gli edifici non potranno superare una certa altezza. L’obiettivo è chiaro: non stravolgere lo skyline esistente ed evitare che di fronte al mare venga tirata su una cortina fatta di finestre e mattoni. Nel marzo di due anni fa l’amministrazione aveva stabilito precisi limiti per la zona di via Redipuglia, piazza Crispi e via Genova. Adesso si punta a estendere le stesse regole anche a via Principe Umberto, via Nanni e via Dei Lidi. Pure in questo caso sono state individuate due fasce per gli edifici più vicini al mare: un massimo di 11 metri per gli stabili in prima fascia e un massimo di 13 per quelli che si trovano invece in seconda. La relativa delibera, proposta dall’assessore comunale all’Urbanistica Bastianino Monni, sarà discussa questo pomeriggio in consiglio comunale.

Lo skyline. In un periodo di riqualificazione generale della linea di costa cittadina – e in un momento in cui gli interessi dal punto di vista immobiliare sono sicuramente aumentati – la giunta ha sentito l’esigenza di stabilire delle regole. C’è per esempio il rischio che, sulla base del Piano casa in vigore, in caso di demolizione e ricostruzione i volumi degli edifici possano aumentare del 30 per cento. In altre parole, lungo il waterfront potrebbero comparire palazzine alte anche alcune decine di metri. I limiti della giunta sono dunque chiari: un’altezza massima di 11 metri per gli edifici in prima fascia e un massimo di 13 per quelli appena dietro. «Crediamo che non sia giusto, per esempio, costruire un edificio di venti metri in prima fascia – dice l’assessore Monni –. Andrebbe a discapito di chi abita in seconda. Ma non solo: il nostro obiettivo è quello di evitare scempi e di salvaguardare lo skyline esistente e quindi il paesaggio in generale. Diciamo no agli edifici dominanti in uno spazio così ristretto come il nostro waterfront. Insomma, vogliamo una città che si affacci realmente sul mare: una Olbia proiettata in una dimensione europea con regole certe e una visione più armonica».

Le regole. Saranno illustrate nei dettagli oggi in consiglio comunale. In poche parole, saranno estese le stesse regole attualmente in vigore dal ponte di ferro fino all’incrocio con via De Filippi, passando per tutto il lungomare. I nuovi paletti interesseranno insomma il resto del waterfront e anche gli agglomerati che si affacciano su via Nanni e su via Dei Lidi, a Tilibbas. In ogni caso le regole non riguarderanno solo le altezze. Se la delibera verrà approvata, sulla copertura degli edifici non potranno essere per esempio realizzati ombreggi, pergole, verande coperte e altri elementi impattanti. Potranno però essere posizionati pannelli fotovoltaici e condizionatori e accumulatori idrici, comunque ben nascosti. Il prossimo impegno della giunta è quello di realizzare uno studio particolareggiato.

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